Sulle sponde di larici

di

Natascia Milani


Natascia Milani - Sulle sponde di larici
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
14x20,5 - pp. 86 - Euro 9,50
ISBN 9791259513656

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In copertina «misty morning in the mountains» @ manapaund – stock.adobe.com


Pubblicazione realizzata con il contributo de IL CLUB degli autori per il conseguimento del 2° posto nel concorso letterario “Poesia a Chiaromonte” 2023


PREFAZIONE

Nella silloge di poesie, dal titolo “Sulle sponde di larici”, di Natascia Milani, si assiste ad un processo di continuo disvelamento del mondo interiore e la poetessa scandisce le istanze del personale giacimento emozionale, fissando fedelmente tale stato d’animo con la sua Parola lirica, sempre precisa, attenta e vibrante, capace di generare una poesia “senza tempo”.
La brevità della versificazione diventa substantia d’una visione che coglie il nucleo essenziale del microcosmo interiore della poetessa in una continua propensione ad eliminare ogni inutile orpello per penetrare l’autentica essenza di una profonda visione lirica.
Durante tale processo emergono i costanti rimandi, in primo luogo, ad una “malinconia” dell’animo e ad un “velo di tristezza” che ammantano sovente la sua visione, in secondo luogo, ad una percezione nostalgica lontana nel tempo che avvolge il silenzio lirico, che penetra nelle silenti fenditure dell’umano vivere ed invade il sogno e le evidenze emozionali.
Il suo cuore palpita ed i simbolici silenzi dell’anima si accompagnano ai continui riferimenti ad una concezione dell’amore puro ed autentico: nella profondità del cuore ecco allora che la poetessa si sente “libera di volare” nell’infinito.
Nella dimensione poetica di Natascia Milani diventa fondamentale preservare il significato profondo delle parole, sempre utilizzate con grande cautela ed attenzione, ed emerge il desiderio di alimentare la sua visione lirica con la coscienza di una donna che ha sperimentato le contraddizioni e le lacerazioni del vivere.
La sua poesia nasce da un profluvio emozionale sentito nel profondo dell’animo, capace di interessare la quotidiana percezione come le vicende che hanno fortemente segnato il suo percorso esistenziale: lei è protesa a penetrare le più labili percezioni dell’animo; sospesa all’ombra dei ricordi e impotente davanti ai calchi di memorie; avvolta nella sua malinconica solitudine al cospetto della inevitabile fine d’ogni presunta certezza, in ascolto del “respiro della vita” che diventa misterioso afflato che si insinua tra le fenditure dell’esistere.
Tale processo di scandaglio e ricerca si avvera perché Natascia Milani è poetessa appassionata ed il suo viaggio lirico rappresenta la fedele immagine d’un percorso esistenziale intenso, profondamente percepito e vissuto: nella “quotidianità insipida” emerge la “consapevolezza/di una breve/esistenza commediante” che la poetessa avverte fortemente, come il senso del tempo che svanisce, le manifestazioni e le metamorfosi della vita che devono essere profondamente vissute, le percezioni del cuore che devono essere trasmutate in un canto lirico.
Lei osserva il mondo cercando di svelare le parvenze e riempire il senso di “vuoto abissale”: distillare l’esistenza e sentire il proprio penetrante silenzio, la coscienza che si dilata e le parole che fluttuano leggere sull’eco rumorosa della vita.
Natascia Milani racconta liricamente le “ombre” della vita, lambendo le zone più segrete dell’animo, catapultando in una dimensione sospesa dove domina il silenzio dell’anima nelle multiformi sembianze liriche che sospingono il pensiero verso una purificazione.

Massimo Barile


Sulle sponde di larici


LA VIA

Azzurri balconi
e bianchi gigli.
Nella notte di quiete,
il respiro
e bachi da seta.
Ritornerò
ricordando.


LA DONNA BAROCCA

Immagine imperante.
Esprimibile teatralità.
Divine parole
artificiose di Bellezza.
Imponenza e meraviglia.
Vanità e l’oscurità.
Inaccessibile
è la notte al mondo.
E consultiamo Dio
e l’anima
con sguardi umani.


NEL SILENZIO

Un antico splendore
ha il sapore di un’alba
e il colore del cielo.
Un crepuscolo
stende l’eternità.
Invita a grandezze
una lieve malinconia.
Si incunea il sogno
nel vasto universo.
Negli occhi scuri,
l’immensità di una luce.
Senza oscurità,
nel blu della notte,
ricordi e tramonti.


IL BANALE E LA VITA

Una donna accarezzava
una tomba qualunque
e, gridando il suo nome,
accanto posava
il corpo del figlio.
Piangeva in silenzio
e, nel suo cuore,
stringeva la morte.
Sulla nuda terra:
il dolore e il male.
Tra fiori recisi:
il respiro e la guerra.


LA NOTTE

Con stelle,
appariva indulgente
al suo lievitare
di nera gravità.
Immorale puerilità
e la sua triste castità.
Austerità
nella sua compostezza.
Profondità
e condanna.
Riservato silenzio
e solennità.
L’incorruttibile
e la vita eterna.
All’alba insolente,
immorale caducità
e servizievoli vanità.


STORIA

Stanco e vano pensiero.
Smesse speranze
vestono sogni.
Di ieri,
giacinti e leggere albe.
Pesante l’attesa di un risveglio
in questo orrido campo
di viole luttuose.
Mentre un triste sorriso
dice, al mandorlo in fiore,
di una notte spiovente.


EPHÌSTEMI

Assenza universale
in questo abbeverare
di squallida quotidianità.
Indïato silenzio,
fremito d’angoscia,
ripone umanità
a notturne, mute visioni
che tacitano nauseanti,
infruttuose parole.
In una voce eccessiva,
sterminante
e assennata anima.


RESPIRO

Ansima l’alba
in un fiato, gravida
di sospiri e dolcezza
sotto l’urgenza
del cielo violento.
Una goccia svaniva nell’aria
e un alito di vento percuoteva
agresti voci straniere.
Intimidiva il giorno
nella sua voluttuosa indifferenza.
Resta un fiore carezzevole
nell’attimo vanitoso
e senza il domani.

Eternità di un respiro.


EFFETTO

Tragicamente
nell’insipida quotidianità
e umoristici pensieri.
Compiacersi
nella consapevolezza
di una breve
esistenza commediante.
Il profondo del poeta,
di malinconica verità tacita.
Emarginazione.
Mondo canzoniere
di ostentazioni apparenti
e il superfluo di un’ombra.
Ignoranza.
Nel giorno, tutti respiriamo
per l’esistenza della morte.


IN SOGNI

In lacrime,
grandezza
e deliquio di vita.
Tuoni di quotidianità amara
convivono perdutamente
di nostalgia.
Inutile malinconia di ricordi
nella portata del cuore
che ha il risveglio inevitabile
di un esprimibile.
Tragica cade l’inspiegabile notte
nella poesia di un eterno.

[continua]


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