«Mi presento nuovamente: Sono un giovane dotato di tempo e pazienza, con un mondo suo, la sua verità che sta cogliendo soddisfazioni in campo letterario. Ultimamente ho conseguito il 2° premio nella sez. “Racconti inediti” al concorso internazionale “Europa” organizzato dall’associazione culturale Universum – Calabria, il 6° premio al concorso di poesia “Marino e la cultura-città di Latina”, il 9° posto al concorso “Il Club degli autori 2007-‘08”, il 10° posto al premio “Città di Avellino” nella sez. poesia inedita, oltre che un riconoscimento speciale alla biennale “Ager Nucerinus” organizzata dall’Ass. Nova Sociale di Nocera Superiore (Sa), il premio “San Giorgio per la cultura europea” alla manifestazione tenutasi a Santa Margherita Ligure ( luogo d’importanti convegni aventi come riferimento la politica italiana), decine di poesie pubblicate in altrettante antologie, senza dimenticare articoli, racconti e saggi nelle più svariate riviste locali, e le diverse collaborazioni nella produzione musicale.
Con i miei scritti tento di rispondere alla pericolosità di una normalità caratterizzata da una massa popolare molliccia fuori dalle proprie mura, gente che va e viene, svuotata da ingenti punti interrogativi. Effettivamente c’è qualcuno o qualcosa che senti spesso come un problema per il tuo orgoglio, come se fosse difficile accettare le diversità a discapito di una quotidianità che ti oltrepassa, dei pensieri servizievoli, non sapendo cosa voglia dire riposare. Freddo e caldo sono lì per legarsi, albeggiando e tramontando nella possibilità d’essere naturali. Un cenno di saluto non basta ad accompagnarci per dei lamenti, che al pulsare del pessimismo ci fan retrocedere nella bestialità. Compongo prevalentemente a casa mia, man mano che mi avvicino all’emotività globale, che mi addentro in una visuale condizionata dalla posizione che ti affibbia quest’epoca morente, con i ricordi della pelle che vanno fermati ad un certo punto per raggruppare le forze, le agende da cui non riesci a distaccarti, in occasioni per emergere non percepibili da chiunque, con una rabbia che va assaporata. I limiti sembrano dunque calpestabili, ma quello che succede va innalzato per ricreare una morale fatta adesso di dolori privati e pubblici al contempo, di montaggi che non mi appartengono, sottoponendo ad una pressione l’eternità, faticando a resistere alla morsa della realtà. I drammi si perfezionano senza farci caso, per poi rimanere soli con la speranza di mettersi alla prova per un sistema nervoso che verrà scontato con una personalità comunque vada accomodante, tra i sensi di responsabilità che renderebbero più interessante il niente. Bisogna imparare a mettere da parte la materialità affinché il meglio non si smarrisca col consolidamento di un Destino birbante nei veri giocatori d’azzardo, quelli che vogliono sfidare l’inutilità delle cose per possedere buone ragioni per chiacchierare e toccare coloro che ammettono di prestarsi a parole estranee (ben pochi). Io voglio sapere come si diventa cari, forse prendendo lezioni di sportività, insistendo sul mio programma per il Futuro che già vagheggia nell’aria. Devo ancora una scoperta, alla fortuna come alla sfortuna, perché c’è da stupirsi…».