Opere di

Michele Gentile


Quando muore un poeta

Quando muore un poeta
si fa mare, e vento
e nelle notti d’inverno
lo sentirai tornare.
Quando muore un fratello
cambia solo dimora, e nel cuore
compone memoria
accarezzando corde d’argento.
Quando muore un poeta
sorge il suo cammino,
nascono parole nuove
per dare un nome alla solitudine.
E altri tramonti, d’altezze tutt’intorno
profondi e grandiosi echi di silenzi
che anche tu conosci.
Così, sorridente, se ne va
mano nella mano con la verità
e lo vedi
e lo riconoscerai
perché quando muore un poeta
non muore mai


Per ogni mia solitudine

Esistono un mare, un popolo e una preghiera
per ogni mia solitudine.
Una guarigione
e nessuna salvezza.
Esiste un presagio, esistono sciagure che ostentano
callide promesse
per ogni mia solitudine.
Un amico che parte
l’inverno che torna,
le mani di mia madre che pronunciano lacrime
le labbra di mio padre che tremano.
Così a volte torno
per non farmi trovare
e questo ruvido,
straziante sapermi ancora vivo
mi divora l’anima.
Esistono prodigi, verità e notti che sanguinano
per ogni mia deriva.
Le chiavi di casa,
l’odore della pioggia
una poesia che chiede d’esser taciuta
mentre l’ultima luna
mette radici nel mio petto.


Quel poco che ho

Quel poco che ho
lo donerò alla terra;
i sogni
e qualche poesia
ancora da scrivere.
Le notti buie
e qualche stella
che non ho visto nascere.
Quel poco che so
lo affiderò ai ricordi,
alle onde del mare
e al pianto di un bambino.
Due o tre cose
portero’ via con me;
la voce, un fiore
la mia libertà


Ci sono amori

Ci sono amori alla ricerca di consensi
che si aggrappano ai silenzi
per potersi raccontare.
Ci sono amori senza pace
che non si sanno rassegnare.
Ci sono amori che negli occhi hanno scritto un tramonto
e tra le mani stringono orizzonti
lontani persino da immaginare.
Ci sono amori che non hanno un nome
che nessuno vuole
perchè spaventano
perché sono senza spiegazione.
Ci sono amori offesi, derisi, umiliati.
Ci sono amori che fanno male.
Ci sono amori che nessuno capisce
ma che volano liberi fregandosene
di tutto quello che è normale.
Ci sono amori che non bastano
che si perdono dietro alla ragione
e finiscono dimenticati anche dal dolore.
Ci sono amori figli della solitudine, di un’abitudine.
Figli di uno sguardo, di una canzone
amori amari come il veleno
e dolci, dolci come quel bacio senza fine alla stazione
quando finalmente ti rivedevo.
Ci sono amori naufragati,
dispersi, mai più ritrovati
ma che nonostante tutto
restano lì, in silenzio
in riva al mare
ad aspettare qualcuno
che li vada a salvare.


Da qualche parte

Ma noi
fiorimmo di notte
quando si incontrano i dispersi,
quando le parole non bastano
e ci vogliono i silenzi.



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