Claire
Settembre duole
all’apice della maturazione; non c’è più succo fuori posto,
la goccia di sudore impronta
E proprio a mezzanotte,
due grida dopo lo scoccar dell’ora misteriosa
che cova nel vuoto istantaneo
il perpetuo inizio,
la roulette stentata si fermò sul giusto numero
e il croupier raccolse tutto lo stupore:
Claire … occhi di coccinella
Mentre la Ville Lumière si porta la croce: le sue luci
viziate specchiandosi fino al soffocamento
sul fiume nauseato, rigurgitante …
sul fiume esausto che abbraccia forte
le gambe ombrose dei suoi ponti
giacendo per un attimo
sobrio nel buio della reale notte …
poi
tutto procede come sempre: le stelle fanno posto
alla nova – sguardo diverso, di madre –
e il cuore straripato tenta di rientrare
a metà settembre
Verità
Cerco pepite di verità
nei cumuli ai lati delle strade aperte
perdendomi negli incroci infedeli
Per qualche scheggia lucida
graffio il cielo che non cede nulla
all’infuori del sorriso ermetico
Mendico gocce di verità al cuore
che me le concede: fragili
inaffidabili
Mio padre
Tra le rughe tortuose dell’amato viso
ho letto la strada: illuminata
senza scorciatoie
Montagne
Perché terra infuriata
violandoti l’insita legge
scagliasti carne tua e pietra contro il cielo; che ti aveva fatto?
Ti rimasero addosso
escrescenze
le montagne: testimoni del tuo limite,
testimoni di quella rabbia senza via d’uscita
che il contraddittorio sentimento amore – odio
susciti, annullandosi,
non possedendo il dono di esprimersi
Cadde la neve … sulle cime acuminate rimase
perenne … il costato del cielo vi si posò, sereno
Fantasia
La doccia metafisica del lampione
fa del selciato umile
un regno dorato … oltre al cerchio magico
la pallida povertà
brinda alla salute del cielo stellato
con mezza coppa di luna