LUI
L’uomo di fuori porta i pensieri a scacchi
e le mani abbandonate da una carezza.
L’uomo di fuori non mangia, non beve e non fuma,
non ha una amata e neanche una madre.
Lui gira nelle nostre trasparenze,
guarda nei rifiuti di ognuno salvando all’ ultimo momento qualcosa.
L’uomo di fuori sfiora i nostri sogni,
impara le nostre paure e cancella a volte un errore.
L’AFFITTO DELLE FESTE
C’è sempre qualcuno che affitta il suo giorno di festa
e c’è anche qualcuno che lo prende.
A volte costa troppo o niente,
basta ferire la solitudine
il resto si consuma tra una sveglia e l’altra.
IL BAMBINO – SOLDATO
Respira l’aria che brucia sogni
e guarda il sole nelle tasche
mentre la favola gira il fucile.
Lui sa tutto di bacio sulla fronte
e delle bombe,
quella di mattino la chiama col nome della madre,
quella di mezzogiorno coi nomi dei fratelli
il resto: le tempeste di sabbia
quando lui può nascondere il mondo ed i giocattoli
tra la polvere da sparo;
un deserto ormai troppo vecchio
per questi piedi nudi.
L’UOMO SOCIALE
Tra il primo dente che morde la vita
ed ultimo che non morde più è sempre Lui
con l’animo a rovescio ed il volto di chi lo guarda.
Ogni mattina gira la solitudine degli altri verso il sole,
mette i fiori nelle ombre e va nelle piazze
dove le parole crescono da sole
ed i nomi nelle case disegnate sull’asfalto.
Si grida, si ride, si balla, si piange
dentro e fuori di questa utopia.
LA CASA DI CARTONE
Nella casa di cartone la sveglia gira indietro,
non sono porte e nemmeno le finestre.
Sui fragili muri ricordi faticano ad aggrapparsi,
anche la fantasia.
Ogni volta che arriva un amico si deve fare la porta, le finestre,
magari una soglia e l’ inchiostro non basta sempre,
allora comincia la cecità delle cose
dentro di noi e fuori
come i colori sugli specchi soli.
Nella casa di cartone i sogni sono grandi come la chiave d’un castello
o come il salto tra le stagioni scadute
dove il tempo consuma se stesso.
LA SEMPLICITA’
Tocco la semplicità coi piedi nudi:
danza di fuoco nella terra fragile
quando la pelle porta l’odore di nido e di tana.
Il richiamo della metamorfosi
che gira la pietra su se stessa finche diventa volto.
Tocco la semplicità con la mia
cosi non mi accorgo se è la stagione delle foglie
o delle mie parole.
DICONO
Dicono: fa male guardare nel profondo delle cose
e anche graffiare tutti volti d’una giornata.
Allora io dico: perché il poeta ha due anime
e quando passa lascia il profumo di tutto ciò che tocca,
e perche prima di sognare deve vivere
l’insonnia del mondo?
QUELLO CHE
Quello che mi spaventa di più
non è la morte del mio piede mentre cammina,
della mia mano mentre morde i silenzi universali;
quello che mi spaventa è la morte della metafora
mentre si scioglie nel sangue,
nel respiro, sulla retina.
LA SOLITUDINE
La solitudine è come la donna,
arriva in punta dei piedi,
ti avvolge con la carezza,
ti solleva dal caos e va via con la tua anima
in una tasca di seta.
LE IDEE
Hai messo le idee nei cassetti
che profumano di lavanda
e te ne sei andato in giro con tutti i pensieri nudi,
calpestando la pietra,
camminando tra la gente che vive come le farfalle
un solo giorno.
Deluso volevi ritornare a casa
e sei riuscito ma,
le tue idee erano cresciute cosi tanto
che non c’entravano più e tu nemmeno,
eri già l’uomo della strada.
IL POETA
Il poeta è come il giorno del mercato
dove ognuno vende le sue cose
e compra l’inutilità delle altre.
Un giorno che si dilata
per comprendere tutta la città
e lui sbriciola le parole
riportando le anime a casa.
LA SCATOLA DEI FIAMMIFERI
FIAMMIFERO 1
Non basta guardare nel buco della serratura per comprendere un’esistenza.
Soffiare le parole sulle labbra chiuse è già un reato è come prendere la fantasia a calci
o non vedere la pallottola che cerca un tempia, cosi tutti nomi rimangono dietro angolo.
FIAMMIFERO 2
Chiudetevi a chiave e non fidatevi mai del silenzio,
girate i vostri incubi per non essere derubati dei vostri sogni
poi cercate di vivere!
FIAMMIFERO 3
Lui ha guarito gli angoli per lei
senza sapere che la donna si fidava solo delle porte aperte.
Ha spento la luce ed il proprio buio mordeva il tempo
che passava in punta dei piedi.
FIAMMIFERO 4
I grandi sogni soffrono della fragilità del tocco
e quelli piccoli della propria dimensione.
Tra giorni e notti: ognuno cerca il suo puzzle.
FIAMMIFERO 5
Si vive per gli altri e si muore per se stessi,
si può chiamare compito, riflesso o semplicemente vita.
FIAMMIFERO 6
Cosi piccoli per parlare di felicità e cosi stupidi per definire la nostra:
la grande vergogna tra le lacrime del mondo.
FIAMMIFERO 7
Il sorriso appartiene ai bambini,
la sua ombra agli adulti.
FIAMMIFERO 8
Che c’entra la solitudine d’un uomo con quella d’un campo di battaglia?
Hanno le stesse ombre rovesciate nell’attesa d’un altro vuoto,
quello della storia che si difende dal suo male spostando la bugia.
FIAMMIFERO 9
La differenza tra paradiso ed inferno è la nostra mente,
comportarsi d’angeli serve per il peso della ragione.
FIAMMIFERO 10
Si corre coi piedi nudi per capire il dolore di non poter volare,
si corre per gli altri e per te stesso,
la differenza è nel tempo di partenza,
l’arrivo sarà comunque un battito d’alla.
FIAMMIFERO 11
Senza il suo lato culturale, l’uomo politico rimane solamente sociale
e senza il suo lato politico e culturale l’uomo sociale rimane uno strumento dell’obbedienza.