Sottovoce

di

Italia D'Onofrio


Italia D'Onofrio - Sottovoce
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
14x20,5 - pp. 36 - Euro 6,00
ISBN ISBN 978-88-6037-7333

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Pubblicazione realizzata con il contributo de IL CLUB degli autori in quanto l’autore è finalista nel concorso letterario J. Prévert 2008


In copertina illustrazione di Marco Busciolano


Prefazione

Nella silloge di poesie “Sottovoce”, Italia D’Onofrio si inoltra nelle zone della memoria, nei percorsi che conducono a ricucire le “crepe dell’anima”, come a inebriarsi delle immagini dei luoghi amati, delle sensazioni raccolte lungo il cammino e della “voglia di sciogliersi” nello spazio ritrovato d’un personale universo.
Le atmosfere, i soffi leggeri d’una visione velata di nostalgia, i frammenti di sogni e le suggestioni del presente, in un continuo amalgamarsi, pervadono le poesie di Italia D’Onofrio mentre i passi della vita scandiscono il tempo che scorre inesorabile: nelle sue parole scaturiscono il desiderio di oltrepassare i confini, la necessità di disvelare ciò che è celato nelle “segrete pieghe” e nelle “disgelate memorie”; il mondo della Natura diventa ristoro della mente che appaga “lieve sugli occhi”, “lieve nell’anima e nel pensiero” fino a sentire il profumo della terra, i segni del tempo sulla pelle.
Si avverte il senso di un abbandono a questo universo poetico, con “l’anima gocciolante di solitudine”, in ascolto delle voci soffuse “nell’ultima luce che avvolge”, quasi in una lenta dispersione nelle “nuvole di pensieri”, come a dissolvere le ultime tracce del passaggio, a rivivere i ricordi “accartocciati” nel peso del tempo con l’animo trepidante e comunque capace di alleviare tutto ciò che può essere negativo.
Nelle trasparenze della sua poesia, nelle evidenze d’una luce che irradia la vita, le emozioni cambiano e, a volte, alimentano le visioni più segrete, in un campo visivo completamente libero dove finalmente si possono “leggere i propri tramonti”.
Ecco allora che, nei risvolti dei pensieri, vivendo il vortice delle passioni, assaporando il piacere da gustare in modo autentico, si possono frantumare le amarezze della vita, con la consapevolezza che le illusioni e le speranze, sovente, s’infrangono davanti ai “muri” d’indifferenza della vita.
Italia D’Onofrio libera il pensiero e lascia che scorra nei versi delle sue liriche, tra i ricordi che affiorano e le fragilità dell’esistere, lo svanire delle tempeste e i silenzi: la poesia nutre la sua “insaziabile anima” e conduce tra “giardini di stelle” e “spazi di solitudine” dove ritrovare se stessa.
E finalmente custodire i sogni e i desideri fino ad un “abbraccio d’amore”.

Massimo Barile


Sottovoce


Pioggia di baci

Sui biondi capelli
cascata fluente
una pioggia di baci
si posa.
E trepida l’anima
a tenui sorrisi
si tinge di gioia.
E germoglia il cuore
tra canneti pigri
e fruscianti
all’ondeggiare del vento,
che fino a sera,
soffia leggero
su strade infinite
d’azzurro.


Quando il giorno finisce

Toppe di rosso cielo,
tra scarni rami di quercia,
scompaiono all’occiduo sole
dietro muri di cinta.
L’insistente gracchiare
delle gazze
sconfina in azzurre colline,
accompagna il pesante
groviglio di angosce
che soffoca il respiro,
attanaglia il cuore
per sciogliersi,
teneramente,
a sera,
in un abbraccio d’amore.


Pescatori di sogni

Scende la nebbia lungo
pendii d’anima
per mutarsi in perle di pioggia
e sciogliersi
tra le braccia del mare.
Sventolante nitido panno
salpa la vela…
verso pescosi orizzonti.
Per lontani confini echeggiano
in canto
antiche storie di marinai
mentre,… su sabbie cristalline,
orme di gabbiani,
cesellati arabeschi,
d’un colpo,
impavida,
un’onda cancella.


Complicità

Smorzate voci si stendono
su flaventi pianori,
dimora dell’ultima luce,
che avvolge
i sinuosi sentieri campestri.
Sfarina polvere di consumati
tramonti
il rezzo vespertino.
Nuvole di pensieri assiepati
in custoditi gomitoli,
vedo riflesse nel tuo sguardo,
scontato rifugio
delle mie malinconie.
A dissolvere le ultime tracce
dei miei sofferti rancori…
il tuo appen’accennato
sorriso…


Confini e oltre

Spia il tramonto crepuscoli
adagiati come pensieri
sulle sponde del tempo:
Smorzati flauti di vento
rincorrono le ore
per perdersi in svolii
di frenetiche falene
avide di luce.
Tra stretti viali
l’odore intenso di gelsomino
veste l’aria di sonno,
che scioglie i suoi veli
su cuscini di secche foglie,
dove l’anima sgocciolante
di solitudine vi s’abbandona.


Sbiadite esistenze

Un niente di vita traspare
tra sparso ciarpame,
dove stracci di uomini
annodano il tempo
e asciugano al sole
briciole di sogni…
bq. Sbiadite esistenze!…
Consumano passi su selciati
di ruvide pietre:
scalciate per rabbia
rotolano giù
in un campo di grano…
bq. Sbiadite esistenze!…
S’adagiano
al torpore del sonno,
su cuscini di vento…
tra sgranellate spighe
ai piedi
d’un rosso papavero…


Su grigi muri

Clandestini,
approdano in paesi
d’oltre mare
alla conquista
di vittorie già vinte,
di terre già conquistate,
affastellate e soggiogate,
dove finisce il senso dell’umano,
dove su grigi muri di pietra,
appena sfumati di pietà,
s’intravedono occhi privi
di luce
che oltrepassano i confini
dell’uguale
per lasciarsi infine
morire…


Ad un chiodo

Vita, pellicola da film
a srotolarsi
nei percorsi e ripercorsi sentieri
della memoria,
ricuce crepe d’anima
dove il silenzio, bagnato
di malinconia
si scioglie tra fazzoletti di cielo
ritagliati da rade fronde d’acero.
Arrancato il passo su grinze
d’incolti campi
dove il secco fogliame,
solo per un giorno,
assesta il vento a giaciglio
per il canuto capo.
Conficcato è un chiodo
all’avvizzito tronco
per appendere
quella malinconia.


Quale immagine

Vedo voci,
ascolto silenzi,
sento odore di parole
per vie incielate di canzoni.
Ricordi accartocciati
in fondo
ad un cassetto,
ancora impregnato
di dolciastra lavanda,
dispiego:
gusto tra sbiadite frasi
l’odore antico di giovinezza
che mi solleva
dal peso del tempo.


Canto alla luna

Stelle come lucciole
tra le braccia del cielo
a spiare corpi abbracciati
nell’ovattato silenzio della notte
tra sonni velati di nostalgia.
Un lume s’accende d’insonnia
il dito ricalca contorni
d’un viso riflesso sul vetro
a fermare la notte.
Un gatto in amore
rasenta le siepi
di scontati sentieri
e nenia storie
alla luna imbronciata
che invecchia.

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