MERCATO DEL PESCE
Ormeggia
bianca barca
sul costato.
Ombreggia dall’alto
un nugolo di donne
che par accenni
saluto al mare.
Mentre i frutti
battono
ultimi colpi in rete
giungeranno
gonne ansanti
ad urlare
i loro prezzi
e volerà mattino
nel lezzo e nel cianciare.
CEMENTO QUEST’IMPRONTA
Calpesto neve
e sorrido a traccia nell’Universo.
Quest’impronta
è bandolo di vita..
passa … indugia … tentenna
aggrappandosi al dito roseo
d’un bambino
che curioso indica cielo
emozionato di stelle.
Bandolo
che nasconde nel cuore
battito d’ali,
che colma voglia di tempesta,
di rotolare tra la gente,
di scacciare solitudine.
Infrange
muro del timore,
traghetta aghi di pino
in cima a corpo-leva
con l’intenzione d’affrescare
ogni angolo nascosto.
Nel silenzio del cogito
sono eco protesa sul nulla,
la voce insaziabile
“dentro”
intima d’uscire
e rincorrere speranza.
Il MOMENTO DELL’ASCOLTO
La scogliera
epura ombre,
rughe distendono.
Abbracciami
fammi nota
tra le stelle…
illumina chi sboccia
tra i petali.
Scivolo,
ampolla
tra le lenzuola.
M’arrendo
alla tempesta…
dal sogno
emergono delfini dorati.
Sospendo…
pensieri…
dall’armadio evapora
un veliero:
libero ali di vento
… si fermi
perpetuo moto
di città dipinta da frenesia
che possa ascoltare
eterna
voce del mare.
LA SILLOGE “LA STANZA”
In questa breve raccolta, in continuo divenire, Iride E. Funari apre La stanza del suo percepire le piccole e grandi cose della vita. Narra di persone care, emozioni profonde, legami d’amore e di amicizia che si connaturano con oggetti, odori, colori, talvolta confondendosi e diventando i veri protagonisti del pensiero che così si concretizza… “raccolgo frammenti d’abiti/in gocce di rugiada”, “campane …in notte/riequilibrano ore interne”, “sono foglia debole/appesa all’autunno”, “lampo-treno/travolge la stanza”.
LA PERFORMANCE
La silloge La stanza è oltre che una raccolta poetica un incontro tra due donne la poetessa I. E. Funari e l’attrice Dominique Evoli, che coltivano un interesse comune per la cultura. In questa occasione l’interesse ha fatto nascere questa performance, la voglia di offrire al pubblico un approccio insolito alla parola evocata rendendo la poesia unica e vera protagonista, strumento insolito e di difficile approccio poco usato nel mondo del teatro.
La performance nasce da un bisogno profondo di creare un contatto diretto con le parole. Per questo motivo si è creato un luogo integro che possa predisporre il corpo e l’anima a ricevere le parole.
Le persone avvolte dalla penombra, sdraiate e cullate in un ambiente raccolto sono invitate a lasciarsi all’ascolto della voce espansa per “la stanza”, le poesie sono interamente interpretate da Dominique Evoli.
Il fatto di essere sdraiate pone il nostro corpo in una condizione insolita rispetto ad altre rappresentazioni alle quale partecipiamo. Il fatto di non dover sostenere il nostro corpo su una sedia cambia completamente la prospettiva del nostro percepire, sapere che si abbattono anche quei canoni psicologici del sentirsi, diciamo spiati, ci permette di abbandonarci alle nostre emozioni.
Il secondo momento è il distacco dalla stanza, il risveglio e come accade con i sogni il bisogno di trattenerli ancora un po’ non farli sfuggire nell’immediato. Gli ospiti sono invitati a cambiare il luogo, lo scenario sarà un angolo per potersi sedere ad un tavolo e sorseggiare e gustare le poesie. Questi momenti sono da leggere nella loro consequenzialità, correlati dall’esigenza di perpetrare il massaggio dell’anima.
Dominique Evoli è attrice di teatro e……………….