Quando fiorisce il pesco

di

Ines Scarparolo


Ines Scarparolo - Quando fiorisce il pesco
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Narrativa
14x20,5 - pp. 48 - Euro 9,30
ISBN 88-8356-058-2

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In copertina e all’interno illustrazioni dell’autrice


Prefazione

In tutto il mondo e in tutte le epoche gli uomini hanno narrato fiabe, filastrocche e leggende molte delle quali sono diventate in un secondo tempo patrimonio della nostra tradizione culturale. Non v‘è nessuno che non abbia letto o almeno conosca semplicemente le ninne nanne cantate ai bambini, le filastrocche cantilenate da ragazzi magari prima di combinare l’ennesima marachella. Si tratta di storie narrate o cantate fin dalla nascita da quasi ogni popolo del mondo e molte di esse sono ancora oggi poco note perché rimaste nell’ambito della cultura popolare tramandata per lo più oralmente. In ogni parte del mondo il valore di qualsiasi narrazione dipende dai suoi elementi impliciti non meno che da quelli espliciti: con l’aiuto di diversi testi si può ricreare il complesso di idee e di riferimenti sociali che suscitavano nei loro primi ascoltatori.
Non v‘è certo la presunzione di affidare una valenza culturale maggiore di quella che spetta in realtà ma è indubbia l’innata eterna tendenza dell’uomo a dare forma con la parola alla propria fantasia, sia essa vita, sogno o solo filastrocca di Natale. Sono parole venute fuori dal profondo che le ha serbate nell’animo umano fin dall’antichità quando unico modo per calmare i bambini era la parola, la ninna nanna, la filastrocca: “Dormi, dormi / bimbo mio / che la mamma / è qui a vegliare./ Dormi e sogna / luna e stelle / che risplendono sul mare./ Chiudi gli occhi / è tarda sera./ Dormi e sogna / primavera”.
Ha ragione chi afferma che vi sono espressioni umane che non hanno età: sono nate in un lontano passato del quale è impossibile stabilire l’antichità, quando l’umanità ha preso coscienza della forza e della necessità di tale evocazione.
Vi è la profonda convinzione che tutto ciò è stato poi immesso nel corpus della tradizione e della letteratura folcloristica sviluppandolo ed arricchendolo in modo da fare diventare quello che era “primitivo” in elaborazione culturale, in ispirazione poetica. In queste poche pagine spero di indicare felicemente e con cognizione di causa l’obiettivo primario di questa raccolta di poesie e filastrocche per bambini e ragazzi scritto con passione e grande amore da Ines Scarparolo.
In questa lettura di “Quando fiorisce il pesco” v‘è la solida convinzione che vi sia un filo conduttore sotterraneo che collega ogni parola ad un’altra con una ammirevole capacità di evocazione ed un impulso che porta il lettore ad entrare finalmente in un fantasioso giardino, in un colorato campogiochi non riservato alle seriose elucubrazioni degli specialisti. Perché, come sappiamo, più è solido il nostro bagaglio culturale, meno pedantemente andrebbe esibito, come in questo caso, dove candidamente si denuncia che nel mondo il 5% della popolazione consuma il 75% di ogni produzione; quando si riafferma la condanna della guerra e dell’odio; quando un bambino siero positivo viene cacciato dall’asilo; quando si afferma con forza che tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali senza distinzione di sesso, di razza o di religione.
Nel leggere questa raccolta di Ines Scarparolo si deve tenere presente che al di sotto del significato superficiale possono esservi altri significati ben più profondi e che numerosi studiosi di tradizioni popolari, di canzoni o ritornelli tradizionali hanno appurato che tali brani di canzoni venivano introdotti nella narrazione con lo scopo di interrompere la monotonia della recitazione del racconto ben più importante. Assai di sovente le cantilene quanto i giochi infantili altro non sono che l’ultima sopravvivenza di antichi riti religiosi. Vi sono nenie, ad esempio, che si rifanno a versi usati negli esorcismi, mentre il gioco della mosca cieca trova invece la sua origine nei procedimenti primitivi che si usavano per scegliere le vittime destinate ai numerosi sacrifici. La stessa cosa vale per le fiabe: con il tempo sono divenute semplice svago e divertimento fantasioso ma spesso hanno avuto origine in un mito liturgico.
Nel corso dei secoli le cerimonie sacre sono scomparse ma la forma è rimasta: la natura con le stagioni, le storie con i personaggi classici: Re, regine, eroi, ecc…
L’Autore scrive che la strega afferra il suo manico di scopa ed ogni bambino vede la strega attraversare il cielo in volo. Tutto qui. Quando si scrive perciò si può interpretare , valorizzare, smitizzare, ridurre al banale, a volte trovarvi molto di più a volte molto di meno di quanto c‘è realmente.
Ma è questo, in ultima sintesi, un pericolo inerente alla natura stessa dei rapporti tra scrittore e lettore: la tirannia alla quale sono soggette le parole. Ogni parola può essere ammantata da falsi colori, illuminata da luci o smorzata nella penombra, ma mai ridotta in schiavitù perché come scrive Ines Scarparolo nella poesia “More di rovo giù per Piazze”: “More a manciate /dolci e sugose, con appena quel poco di asprigno/ che ti disseta./Sulle dita ed in bocca/ ti rimane il succo rosso / del frutto selvatico. / Negli occhi / l’esuberanza della birichinata. /Nel cuore / una sensazione di Libertà”.

Massimo Barile


Quando fiorisce il pesco

Ai miei figli


Dormi, dormi

Dormi, dormi
bimbo mio
che la mamma
è qui a vegliare.

Dormi e sogna
luna e stelle
che risplendono
sul mare.

Chiudi gli occhi
è tarda sera.
Dormi e sogna
primavera.

Senti il canto
delle fate
che accarezzano
i violini.

Questa notte
porteranno
baci e coccole
ai bambini.

Dalle nubi
gli angioletti
guarderanno
fin quaggiù.

Dormi, dormi
bimbo bello:
fa la nanna
anche Gesù.


La scimmietta Titti

Sul binario
di una piccola stazione
arranca e sbuffa
un treno affaticato.

Al suo ciuff-ciuff
sussulta, in un vagone
una scimmietta
dal fare sconsolato.

Porta, appeso al collo
un bigliettino
dove sta scritto
a lettere giganti:

“Dicono i dottori
che Titti sia
tanto malata
di malinconia.
Vi prego
fatela tornare
nell’Africa natia.

P.S. Vi farò dono
di una piuma di struzzo
per ripagarvi
della vostra cortesia
così potrete
con gran facilità
scrivere di getto
una nuova filastrocca
da consegnare al Sindaco
della vostra città”.


Gattini innamorati

Scivolano sul tetto
due gattini innamorati
e, commosse, le stelle
spengono le luci.
Si strusciano i micetti
nell’oscurità
e adoranti si guardano:
è la felicità.


Scacco matto

Un, due, tre…
Il cavallo tutto bianco
fa tre passi
e di soppiatto, si dispone
a buttar fuori
quell’Alfiere mentecatto.

Ma un nitrito forte e chiaro
fa scoprire il suo bel gioco.
Dalla Torre del nemico
si preparano a far fuoco.

_ Mi nascondo dietro il Re.
Che paura… Ce l’ho fatta.

Scacco Matto
_ Povero me!_


Filastrocca di Natale

Culla di paglia
dolce bambino.
Veglia la donna
pensando al destino.

Sorride Giuseppe
e abbraccia Maria.
Carezza quel bimbo
che cruda ha la via.

Pastori e Re Magi
si inchinano al Cristo.
Erode ha già in mente
un piano ben tristo.

Il mondo non ama
chi vuole salvarlo.
La gente che pecca
vorrà beffeggiarlo.

Che almeno quest’anno
il dì di Natale
ritorni il piccino
in un mondo ospitale.

Che cessi la guerra
l’odio e il dolore.
Fiorisca la pace
risplenda l’amore.

Culla di paglia
dolce bambino.
Ti prego, aiutaci
sta a noi vicino.


Parliamone

Allarme pensionati qui in Italia:
già nel 2020 ogni bambino
dovrà prendersi cura di un nonnino

“Oh, che fortuna! – mi son detto io – Porterò a casa
il nonno dall’Ospizio
e potrò averlo
finalmente MIO!”


In tutta Italia
vacanzieri incolonnati:
ben ventimila
i cuccioli di cane abbandonati

Al pensiero
di un cagnetto per amico
mi batte forte il cuor
per l’emozione
ma come posso
poi dargli il benservito
perché gli preferisco il solleone?


Protesta in blocco
tra i genitori dell’asilo:
via dalla classe
il bimbo di AIDS positivo

Quanti discorsi strani
fa la mamma…
Prima mi insegna
a dare aiuto e amore
a chi è malato
ma poi rifiuta
l’amichetto che sta male
ed ha il papà drogato…


Nel mondo
un 5% della popolazione
consuma ben il 75%
di ogni produzione

Certo io non so
calcolar percentuali
né leggere diagrammi
colorati
ma so che se vi sono
quattro mele uguali
ed io ne mangio tre
con sazietà
a tutti gli altri bimbi
poveretti
solo una mela
tra tanti resterà.


Tutti gli esseri umani
nascono liberi ed uguali
senza distinzione di sesso
di razza e di religione

Sarebbe bello
se questo fosse vero
ma in casa lava i piatti
solo mamma
e quando mia sorella
è stata innamorata
papà le ha urlato
che ad un nero
non l’avrebbe mai sposata.
Sol Mustafà
risolve ogni questione
leggendo tranquillo il suo Corano
mentre in classe con Don Piero
noi facciamo Religione.


Troppe le ore del giorno
passate dai bambini
dinanzi alla Tivu

Confesso
sono teledipendente
ma quante volte
mi vien voglia di giocare
e mamma grida:
– Non ti devi più sporcare!
E se talvolta
con gli amici faccio chiasso
lei redarguisce:
– In condominio non si fa fracasso!
Quando le chiedo poi
qualche coccola o una fola
chissà perché
mi risponde che ha da fare
e allora
è la Tivu che mi consola.

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