Anima: luci ed ombre d'amore

di

Giulia Maria Giardini


Giulia Maria Giardini - Anima: luci ed ombre d'amore
Collana "I Gigli" - I libri di Poesia
14x20,5 - pp. 116 - Euro 10,00
ISBN 978-88-6037-7982

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In copertina: «Anima», illustrazione di Mario Guerra


Prefazione

È un continuo incontro con se stessa, che si veste, poi, ogni volta di parole, quello che in Giulia Maria Giardini si rivela in scansioni poetiche ma anche in lampeggiamenti di luce e di cromie sempre accese da un’incontenibile idealità. Sono spaccati d’anima, ritorni di memorie, effetti fonetici mescolati in affabulazioni dense e pastose, che connotano queste pagine nelle quali il verso, liberato da ogni condizionamento metrico, si coniuga con incisi esistenziali o con acrostici nei quali l’autrice propone, da un lato, il proprio messaggio compiendo, contestualmente, un’operazione letteraria che cerca in ogni modo una condivisione col lettore.
Non sono poche le composizioni di questa raccolta ma in ognuna di esse la Giardini riafferma un principio di libertà che il succedersi del lessico definisce, spesso anche in cadenze colloquiali, con personalissimi codici strutturali fatti di itinerari intimistici e suggestivi. Questi appaiono, di volta in volta, come bozzetti o incisioni dell’“io” che catturano esperienze di vita colme di magia e di un fascino che esplode, di pari passo con i suoi entusiasmi, nell’intensità dei “ritratti” ai quali fa da cornice il suo vocabolario. Sono vere e proprie “stanze dell’anima” – dunque – queste pagine che in certi momenti s’intingono di note surreali anche per quel “gridare” con il quale l’autrice si propone di fronte ai grandi e piccoli enigmi dell’esistenza.
Non si può neanche sottacere, nell’addentrarsi nelle proposte creative della Giardini, l’emergere, via via, di un certo senso ludico, forse provocatorio, che segna alcuni racconti. Anche perché il dare espressione all’intellettualità sofferta in talune circostanze dalle forti valenze esistenziali non comporta l’obbligo d’avvalersi di formule altrettanto laceranti od esasperatamente ermetiche. Col che la semplicità dell’elemento culturale è qui un altro ancoraggio dell’autrice che rifugge da ogni estetizzazione o mimesi che potrebbero autoreferenziarla preferendo la presa immediata – dicevamo – di un verso sciolto che adempie al compito di recuperare, oltre che il suo vissuto, anche un parlato oggi sempre più sopraffatto dalla multimedialità.
Eppure, malgrado ciò, queste liriche non si ammantano del disincanto al quale altre vicende collettive e quotidiane, sembrano non poter sfuggire.
Anzi, Giulia Maria Giardini continua, malgrado il mondo in cui viviamo, a sognare richiamandosi agli affetti, alle emozioni, all’immaginario dai quali, non senza una convinta spiritualità, scaturisce ogni possibile speranza.

Giulio Panzani


Anima: luci ed ombre d'amore

Questo libro è dedicato
a chi
negli anni mi ha amato
a chi
mi ama e
a chi
imparerà e continuerà ad amarmi.

A mio padre Camillo
che con il suo sorriso,
anche ora che non c’è più,
continua a ricordarmi
che la vita è bella e
anche quando intorno è buio
un sorriso può illuminare il nostro cammino
e quello delle persone che abbiamo vicino.

Grazie!


L’URLO

Con gli occhi verso il cielo
osservo l’infinito blu sopra di me.
Tengo salda la testa
affinché non sia trascinata via
nello spazio sconfinato.
Le nuvole si rincorrono veloci
sembrano conoscere questa sensazione
nascosta nel profondo del mio animo…
Lacera il cuore
l’anima si stringe forte
nell’angolo remoto del corpo
per potersi scaldare un po’.
Oh vento
raccogli l’urlo
della disperazione
che mi tiene compagnia
in questi giorni grigi
e portalo a chi non ha mai
realmente provato
l’annientarsi dello spirito
e lo scricchiolare violento del cuore…
Affinché comprendano la vera
infelicità!
Sola percorro la strada
deformata dal dolore.
Sola…


LA FINE DI UNA STORIA, L’INIZIO DELLA VITA

Il burrone è così vicino
Io sono in bilico sul baratro…
Sento il vento freddo nell’anima…
Immersa nell’acqua paludosa
le canne fino alle ginocchia
feriscono il corpo e il cuore…
Persa nel mio bosco
ormai non più fatato
mi assale l’orco feroce…
Vorace
sta cibandosi di me
mi ruba il respiro ed il battito…
Lo fermo…
Lo osservo bene
non ha più il volto dell’amato
gli occhi due enormi buchi neri
le fauci sporche del mio sangue..
Fuggo nel deserto della speranza
La paura di perdermi in questo spazio
mi fa tremare, ma
la voglia di vedere al di là dell’animo
è infinita
la voglia di ritrovare l’amore
è sconfinata ed immortale.
Proseguo nella mia ricerca!

(Inserita nell’antologia del concorso Fonòpoli – parole in movimento 2003-2004)


UN’OMBRA DI SERENITA’

La serenità
come un’ombra benevola
è tornata a ristorare l’anima
disidratata, prosciugata
dall’avidità, di un cuore cattivo
che fingeva d’illuminare, i miei giorni
in realtà senza cielo
Come un prisma
che ciondolando, da un antico lampadario
torna ad incendiare
con i caldi colori,
scaturiti dall’incontro
con un raggio di sole,
questo tempo che
giorno dopo giorno
scopro
appartenermi ancora.
“All’essermi completamente ritrovata…”

(Inserita nell’antologia “Navigando nelle parole” 2002)


HO CONOSCIUTO

L’incontrai per caso,
un giorno che mi ero smarrita,
si nascondeva dietro un sorriso,
rimasi accecata dal suo bagliore
L’anima sua era il sole di luglio,
calda, che non procura dolorose scottature
Il suo corpo sembrava una spugna
assorbiva negatività, cattiverie,
invidie e gelosie
le filtrava e rilasciava lezioni di vita
Mi guardò, mi sorrise
scaldandomi il cuore
Notai allora la somiglianza!
Non mi ero persa, ero uscita e
stavo osservandomi
per ritrovarmi
Guardandomi capii
l’importanza d’imparare,
senza farsi annientare
dal dolore, provocato dagli eventi
Caricai il mio nuovo fagotto, sulle spalle e
continuai a percorrere la strada della vita,
con la ritrovata serenità…
Me stessa!


2 NOVEMBRE

Oggi è il mio compleanno
passando,
mi guardo allo specchio
osservo il mio volto che s’illumina
aprendosi in sorriso!
Penso che il cuore è stato stracciato
mille e mille volte
ma l’anima cerca ancora
il suo respiro
complicata e limpida
come sempre.
Non voglio arrivare
alla fine della mia corsa
con il fiato corto…
Mi faccio l’occhiolino
proseguo per la cucina
e affondo il cucchiaino
in un bel pezzo di torta.


UN NUOVO FIORE

Mia cara bambina
voglio lasciarti il ricordo scritto
di tutto il mio amore!
Scrivere per te
mio dolce tesoro
è come gettare piccoli semi di
sentimento
in una buca scavata nella fertile terra
delle trame sincere della vita.
La mia speranza
è che le parole
una volta seminate
possano germogliare dando vita
ad un meraviglioso giglio bianco
che rappresenta
la tua purezza d’animo.

Codroipo, 05 Maggio 1996
“Alla mia piccola Martina, mio vero ed unico amore… per sempre.”


MATERNITA’

L’amore di una madre per il proprio figlio, si misura dall’intensità del sorriso di entrambi!

***

NOI

Gli uomini
Il mondo.
Io
Martina!

“A mia figlia”


FELICITA’

Passiamo giorni, mesi o anni a piangere la mancanza di felicità, ma se ci fermassimo ad ascoltare il nostro cuore soffocato dai singhiozzi, ci accorgeremmo che sta lì nascosta in un angolo, aspetta solo di essere liberata da un sorriso.

***

DEPRESSIONE

La persona che si prende gioco della tristezza o del dolore altrui, non sa che primo o poi potrebbe soffrire allo stesso modo… ed avere una persona che ci sia passata prima, può aiutarlo a liberarsi dell’angoscia che stringe in una morsa di dolore il cuore…

***

AMORE?

Meglio amarsi stando soli che non essere amati stando in due!

***

LA VITA E I SOGNI

La vita ed i sogni li possiamo trovare nello stesso libro.
Se lo leggiamo seguendo l’ordine viviamo; se lo sfogliamo a caso sogniamo!

***

PASSPREFU

Vivere al meglio il presente vuol dire dare uno straordinario passato al nostro futuro!

***

I SOGNI

I sogni animano gli anni e aiutano a vivere…
Se si annullano i sogni e si continua a convivere con la dura realtà… gli anni cominciano a pesare!


NINNA NANNA DELLA SOFFERENZA

Una notte
un’eco lontano
porta con se il canto triste
di una madre
Proviene da un paese
martoriato dalla guerra
e ferisce le mie orecchie…
“Ninna nanna Ninna oh
Questa sera da mangiare che ti darò?
Anche il latte mi è finito e
tu da succhiarti hai solo il dito!
Ninna nanna Ninna chi
Chissà se domani saremo ancora qui?
In questa casa una volta felice
or trasciniamo le nostre ossa sfinite!
Per i morsi della fame
sta ululando anche il cane…
Ninna nanna Ninna io
Io che credo ancora in Dio
non ho perso la speranza…
Mentre guardo il tuo visino
soffro e piango perché
che i tuoi dolori fossero tutti miei
Con un bacio un po’ salato
rimpiango il nostro passato
in cui l’amore vinceva la guerra
e cresceva il raccolto sulla nostra terra..
Che farei per non vederti soffrire…
Ma ora si chiudono gli occhi
torniamo a dormire…”
Piangendo chiudo gli occhi con lei!
Lanciando una preghiera al vento
affinché la pace possa tornare
a regnare sovrana
in un mondo arido ormai
di sentimenti d’amore…

(Inserita nell’antologia “E il naufragar m’è dolce in questa radio” 2003)

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