Ascoltando la luna

di

Giovanna Faro


Giovanna Faro - Ascoltando la luna
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
12x17 - pp. 64 - Euro 6,20
ISBN 88-8356-887-7

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Pubblicazione realizzata con il contributo de IL CLUB degli autori in quanto l’autrice si è classificata al 5° posto nel concorso letterario Il Club degli Autori» 2003/2004


Prefazione

Nella poesia di Giovanna Faro non contano solo la sensibilità o il desiderio di trasmutare le esperienze vissute in un lirismo che trae linfa dal mondo della natura ma tutto il suo essere, tutta la sua vita, seguono di pari passo il ritmo delle stagioni, gli incanti e le magie, in un susseguirsi di suggestioni dove tutto si colora al sole come un sorriso celestiale e quell’aria frizzante sulla pelle è più forte di tutto il male e il dolore del mondo. Al contempo, anche al di là della bruma lattiginosa che si diffonde, oltre un tramonto, o dopo l’addensarsi di ombre, ecco immancabile un brivido nel cuore che, ancora una volta, accende la fiamma vitale e fa sentire parte dell’Universo.
La trama poetica offre visioni splendenti, sensazioni seducenti e giochi di luce in uno scenario che è continua trasfigurazione, nel tentativo di portare tutto il proprio sentire al di là di ogni resistenza quando lo slancio appassionato conduce ad un incanto onesto, sincero, candido.
Non v‘è dubbio che emergono momenti di tristezza soprattutto quando non si è capiti, quando l’effimero dipanarsi degli eventi ci sorprende come anime erranti in una notte senza luna, e ci sentiamo destinati all’incomprensione mentre si alimenta sempre più la voglia di dormire su un tappeto spumoso di nuvole candide/raccolti in una grotta di cielo a non pensare più: e quel desiderio di accoccolarsi dentro un sogno, scrigno felice, cielo azzurro e sole radioso, regala la magica illusione che la continua ricerca di una soluzione alle incognite celate dentro il corpo che ostinatamente e coraggiosamente continua a vivere, sia ormai vicina, a portata di mano, davanti ai nostri occhi come un sentiero salvifico che conduce all’essenza delle cose.
In questo abbandono, cullata dalle meraviglie della natura, come bianco asfodelo in una palude immonda, spirito libero che non vive senza poesia, Giovanna Faro si lascia sorprendere dalla vita, dopo aver fatto i conti con i dolori del cuore, dopo aver conosciuto l’abisso della più devastante angoscia, ed ora è forte e vulnerabile, lei è come una dalia rosa, fragile ma audace, protesa verso il cielo, o come una farfalla magica che si posa silente, consapevole di quanto sia difficile capire il suo dolore.
Poi, come sovente accade, il travaglio si stempera nel tempo, le ombre svaniscono, si dileguano le angosce e si avverte la sensazione di essere sospesi come il vento leggero quando dolce è la tregua per ogni pena: ci si ritrova finalmente a specchiarsi nuovamente nell’amore fugando anche le incomprensioni più profonde.
Da inguaribile romantica, fino allo spasimo, assapora la dolcezza e si commuove davanti alla bellezza, e nel frattempo coltiva i suoi sogni con la consapevolezza che ogni dolore ha il suo arcobaleno, per continuare a vivere e a sorridere nel chiarore velato d’una luce essenziale all’essere: “si deve ascoltare l’anima, il resto non sono che menzogne”.

Massimo Barile


Ascoltando la luna

UN’ALTRA PRIMAVERA

E come all’improvviso
l’incanto dei bucaneve:
candide corolle timide
sovrastano iridescenti perle
di rugiada tra l’erba.
E poi la magia dei crochi:
alteri schiudono i petali
fiduciosi nel sole come un sorriso,
e il prato si colora.
I sepali tenaci della camelia
teneri boccioli avviluppano
per proteggere un prezioso segreto.
Narcisi, scille, giacinti si rincorrono
e tra le viole, le farfalle
intrecciano i primi voli.
L’aria è più leggera e frizzante,
il cielo turchese e trasparente:
è la Primavera, che ancora una volta
vince, più forte
di tutto il male e il dolore del mondo.

17.03.95


PER TE MICIO

Ricorderò
l’infinito
del tuo sguardo
posato sul silenzio.
L’azzurro luminoso
dei tuoi occhi
come l’acqua del lago
in Primavera.
Ricorderò quando
fiera camminavi tra l’erba
curiosa e gioiosa nel sole.
Le tue smorfie sibilline,
i tuoi salti folli nel vuoto,
i giochi fantasiosi e teatrali.
Ricorderò la tua tristezza:
si confondeva con la mia
in un comune attimo buio.
In ogni gatto
rivedrò te Micio:
sarai con me oltre il tempo.

04.12.94


STRANIERA

Al di là del profilo dell’abetaia
si stemperava la sera:
una bruma lattiginosa si diffondeva,
sotto le nuvole lilla e rosa
increspate di luce
nel tramonto freddo.
Ascoltando la neve
scrocchiare lenta
sotto i miei passi,
un brivido mi percorse il cuore:
mi sentivo parte dell’Universo.
I tramonti, la luna, le notti,
le stagioni ci accompagnano
in qualunque posto.
Tutte le case
sono sulla Terra.

19.01.95


RICORDATI DI ME

Ricordati di me
quando guardi il cielo.
Ricordati di me
quando sfiorisce l’ultima rosa.
Ricordati di me
quando vedi un’ altra donna.
Ricordati di me
quando incontri un gatto.
Ricordati di me
quando sei triste e
nessuno ti capisce.
Ricordati di me
quando noti la vacuità del mondo.
Ricorda la vela azzurra
della mia anima errante.
Ricordati di me
quando fiorisce il primo crocus.
Ricordati di me
nelle notti senza luna e
non avere paura.
Ricordati di me
e non dimenticare
che ti amo.
Non farmi male.

09.08.95


SERENITÀ

Vorrei restare così,
sospesa
come il vento
che danza leggero
tra le spighe d’erba:
mentre vellutati bombi
e madreperlate farfalle
s’incrociano sopra i fiori
bianchi e rosa-lilla.
Il mio sguardo si perde
al di là del bosco:
è allora che dolce è
la tregua per ogni pena.

10.08.95


SIAMO NOI

Siamo noi
che ogni Primavera
ci sorprende e commuove,
che restiamo attoniti
guardando le trine
eteree delle ragnatele
algide e frali.
Siamo noi
romantici fino allo spasimo,
che non viviamo senza poesia.
Con troppi nodi nel cuore
che forse neanche la morte scioglierà.
Siamo noi
che abbiamo conosciuto
gl’imperscrutabili abissi
della più devastante angoscia.
Siamo noi
spiriti indomiti e liberi
come cavalli nella prateria.
Siamo noi
tetragoni a come va il mondo,
bianchi asfodeli in una palude immonda.
Siamo noi
forti e vulnerabili,
poliedrici e misteriosi
un po’ svagati ed incerti.
Siamo noi
destinati all’incomprensione.

28.09.95


FORSE UN GIORNO

Un giorno sì, arriveremo
a risolvere tutte le incognite
di quell’astrusa equazione
che siamo noi stessi.
In quell’istante magico
si svelerà l’incanto
dell’autentica essenza
delle nostre anime:
sarà tutto chiaro e
c’incontreremo al di sopra
di ogni umano pregiudizio,
dentro l’azzurro infinito
di una nuvola felice.
Passeranno le stagioni, le lune,
passeranno gl’onomastici e i compleanni,
passerà la vita, ma saremo rimasti noi:
noi e la nostra storia.

04.10.95


L’ EFFIMERO

La nostra vita
non è che
un sospiro nell’ Universo.
Un batter di ciglia
un frullo d’ ali
e non c‘è più tempo.


IMMENSITÁ

L’aurora cristallina
si specchia
nel lago immoto.
Un’ansia di sole
trepida
nei petali rosei del pesco.
La rugiada tra l’erba
nella luce dorata
ha un tremore segreto:
ecco traspare
il respiro sommesso
dell’immensità.

27.10.95


UN ATTIMO D’INFINITO

In una magica illusione
il cielo abbraccia il sentiero,
e dietro la rosa selvatica
si apre una verde radura:
la radura dei fiori a goccia
d’ametista accesi nel sole.
Là, vorrei raccogliermi e
accoccolarmi dentro
l’urna di un sogno e
non ascoltare che il vento.

08.11.95

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