“Ti scrivo”
Ti scrivo
ora, quando la vita traccia sentieri, ponti
che la mia essenza non sa attraversare, e
il dolore ha mille spigoli elusi d’ombre,
ora, che il mondo mi ha dimenticato
fra le piazze deserte di questa notte
ed ora, quando l’eco della tua voce
risale per valli di stelle e lascia
nell’anima orme profonde
come l’amore quando è profondo.
Ti scrivo
ora, quando il giardino delle chimere
si ricopre di foglie e la rugiada
s’addorme sui grappoli non colti,
ora, che l’attesa, ebbra d’assenza
passeggia sui marciapiedi del cuore, e
la mia rosa bianca, rubata alla luna, forse
è già appassita fra i tuoi lunghi capelli
ed ora, se pur malato di nostalgia, chiedo
al tempo che passa di non guarire mai più.
Ti scrivo
ora, quando l’estate sembra svanire
con le nuvole, tra foreste di cielo,
ora, che vorrei cadere in abissi d’estasi
e sognare, in questa sera di luci soffuse,
ora, quando una frase si ferma tra le righe
laddove restano momenti per un ricordo,
strade lontane, laggiù, per un ritorno
ed ora, quando le vele del vento s’alzano
sfogliando le pagine delle parole infinite
che non ho mai saputo dirti, ora, ti scrivo.
“Ouverture”
I cieli di seta porporina
si lasciano cadere nell’alba
come foglie d’echi morenti;
l’aria, schiarendo si scioglie
dall’incantesimo della notte
e la brezza del mattino bacia
piccole bocche di margherite.
Le silvie ripensano al volo di ieri
tra i perenni ramoscelli d’ulivo;
il sole pigramente s’innalza
sull’azzurre torri di questo pianeta
indugiando sui vitigni d’Agosto
ed i bimbi lanciano sassi e sogni
dipingendo cerchi nell’acqua.
Il meriggio d’erba e di spighe
è manto che s’avvolge alla campagna;
lune d’arancia guadano il tramonto
oltre i rimpianti del karma vissuto
e fra i dolci contorni delle siepi brunite
il giorno s’avvia per greti di nuvole
lungo il fiume che risale i ricordi
e s’addorme tra le braccia della sera.
“Nelle notti d’inverno”
Inverno dai brevi giorni
e dalle notti lunghe, infinite.
Aiuole di cieli bianchi
tra siepi di nuvole
e nell’aria odore di neve.
Lungo i fastigi dell’imbrunire
veli trasparenti di nostalgia
si posano, sono ali di farfalla
sulla requie dell’anima
e nel buio disegnano ghirigori,
fruscii di pensieri in filigrana.
Sui muretti del tempo
si formano smerigli di ghiaccio,
riflessi della tua immagine
e le nostre parole d’amore
ritornano sui tetti della notte
come stelle, ladre di sogni
che frugano nel cuore.
La luna non appare questa sera,
i fiocchi più non sono d’argento
ed i miei occhi ti cercano ancora
fra incredule lontananze
o gorghi di vento, d’illusioni.
L’orizzonte si è smarrito, piange
sui nostri silenzi, quand’ora,
noi, figli della solitudine celiamo
i sentimenti d’una vita intera
addietro paraventi di ricordi.
“Momenti”
Foglie di lauro nel vento,
braccia protese di brulli rami
dattorno al cielo, tormenti
e fruscii di Settembre, momenti
d’incomprensibili brividi azzurri,
bramiti di un’estate abbandonata.
Presentimenti, rosse scie di corallo
che l’amore insegue ciecamente
verso richiami precari, momenti
di salici e arcobaleni nel saliscendi
tra i sentieri del cuore.
Parole, d’incaute promesse
plagiate da dissennati pensieri,
elegie d’illuse eternità, sinfonie
di silenzi gridati, momenti
trasognati d’infinito.
Echi lontani, rintocchi d’addii
sul varcar della soglia, poi
uno sguardo voltandosi indietro
alla vita, per un attimo ancora
con tutto l’amore rimasto, momenti
prima d’addormentarsi sul cielo
e volare verso l’ultimo sogno
d’incontro a chi ci aveva lasciati
appena qualche luna fa.
“Mani di vento”
Dove andremo ora, dove
lasceremo le orme cancellate
dal tempo che passa? Forse
per sentieri appesi a cieli di pensieri
laddove stormi di nuvole
attraversano riverberi d’argento
o nelle notti di ieri, graffiate
dalle punte taglienti d’una stella.
Dove sogneremo ora, dove
ritroveremo l’eterno attimo
dimenticato lungo le ombre
d’un giorno assolato? Forse
tra i caldi brividi d’una sera d’estate
o nelle righe d’una poesia, scritta
con le indelebili parole del cuore.
Dove ci smarriremo ora, dove
rivivremo l’ebbrezza d’immenso? Forse
negli arcani brusii dei mari lunari, eco
tra le conchiglie abbandonate dall’onda
o nelle nostre mani di vento, laddove
i ricordi se ne volano via, insieme
a foglie ingiallite e distacchi nell’anima.
Cosa saremo ora, cosa resterà di noi
fragili cuori innamorati dell’amore?
Noi, trafficanti d’illusioni
che trafughiamo baci e carezze
e gettiamo un ti amo nella fontana
sperando di tornare ancora, quando
tra i cerchi nell’acqua giocano i riflessi
delle ultime luci d’un tramonto, e
la grandezza del silenzio è come rugiada
che si posa, poi s’addorme nell’infinito.