Homepage personale di

Franca Moraglio Giugurta

Nata ad Altare in provincia di Savona in una famiglia di artisti vetrai, Franca Moraglio Giugurta inizia a studiare pittura nell’infanzia ed a esporre le sue opere giovanissima.
Ha tenuto personali nelle maggiori città italiane:
Roma, Firenze, Venezia, Genova, Savona, Piacenza, Milano, Sassuolo, ecc…
e all’estero: Parigi, San Pietroburgo, Francoforte, ecc…
Numerosi sono stati i riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti.
Pluriaccademica: Tiberina, Micenei, i 500, Dioscuri, ecc…
Le sue opere si trovano in collezioni in Italia e all’estero, in alcuni musei, uffici pubblici e religiosi. Una sua opera dedicata a Cristoforo Colombo di proprietà dell’Associazione Culturale Porta Soprana di Genova, si trova nella casa natia di Colombo a Genova.
Sue notizie si possono trovare nei più importanti cataloghi d’arte italiani e stranieri come: Bolaffi, Who’s who International in Art, Quadrato, Elite, Mediapolis, Catalogo d’arte Moderna Mondadori, ecc…
Hanno scritto di lei molti importanti quotidiani nazionali ed esteri tra i quali: La Stampa, Il secolo XIX, Libertà, Il Corriere di Roma, Il Resto del Carlino, Presse Francais, ecc…
Come poetessa ha pubblicato: Dal diario di un’inquieta (ed.Helicon)
Aurore in frali mondi (ed.Universum), Un tormento d’immagini (ed.Universum),
Planetaria (ed. Universum), Pelle di lupo (Ed. Universum), Affreschi (Carello Editore),
Numerose sue poesie sono state premiate e pubblicate in antologie:
Aletti, Tigullio Bacherontius, Bookeditore, Carello Editore, Universum, Oggifuturo, Ibiskos, Pagine, Helicon, ecc… Alcune sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e fanno parte di raccolte poetiche internazionali quali (Globus, Il colore della speranza, Un Dio una creazione, Vent’anni di poesia, ecc…)
Sue notizie nel campo letterario si possono trovare in alcuni dizionari della storia della letteratura italiana.
Hanno scritto di lei: Barlocco, Bonifazi, Delpino, Tommasi, Capasso, Campisi, Agnelli, Pumpo, Jurescia, Ramat, Luti, Guerrieri, Nocentini, Gambini, Bronzi, Riceputi, Molignoni, Mazzetti, Viviani, DeGregori, Scrignoli, Baggetta, LaRosa, Pierri, Battaglia, Alemanno, Borselli, Trivellini, Benagiano, Mastrodonato, Davidi, Castellani, Bagarotti, Conenna, De Bono, Carrozzo, Cherubini, Falossi, Tarabugi , Tralli, Ferraris, Mattei, Pennone, Morichini, Vignolo, ecc…


Profilo critico

Si può azzardare che Franca Moraglio Giugurta ha raggiunto momenti di gestione narrativa la più articolata e suggestiva,mettendo in pratica, con metodo e rigore,le proprie intenzioni creative senza guardare “oltre il fiume”, sulle cui rive troppi continuatori anonimamente continuano a dipingere ripetendo ab libitum le litanie dell’impressione. Gli interrogativi che la pittrice savonese si pone vanno definendosi in due più chiare e confessate direzioni: prima di tutto, se la “visione” è il tema privilegiato di chi fa arte, non sarà il caso di scomporre gli elementi e di prenderne piena conoscenza? Inoltre : quale rapporto intercorre tra il visibile e l’invisibile?
L’opera, quasi filamentosa, come in un intessuto mnemonico,di assemblaggio della “macchina-visione” conduce Franca Moraglio Giugurta al recupero di vetuste, ma mai superate situazioni narrative, dove il segno ha il sopravvento sul colore, ma il colore continua ad avere il ruolo predominante nel governo delle emozioni.
Ma il lavoro di “repèchage” ideografico non si ferma alla pittura.
Dal suo atelier escono pregnanti operazioni di coloritura di antichi reperti della civiltà contadina dove il fatto dicotomico antico-moderno è intrigante e delizioso

Donato Conenna


…Franca Moraglio Giugurta avverte i ritmi incantati della natura, compagni fedeli del suo spirito, personaggi in movimento che inventano celebrazioni e attese, complici per soluzioni che superano le umane dimensioni, al di là di ogni stagione e di un terreno addio. L’artista personalizza la dimensione del tempo fissando sulla tela o nei versi la staticità viva di un solo attimo, là dove il divenire si ferma sullo scorrere di uno stesso fotogramma, sempre riveduto con luci e spazi diversi. E’ il presente, ma è anche ricordo che resta immutabile oltre ogni accesa fantasia, che fiabe cerca da adattare alle trame che il sentimento detta, raccontando visioni, speranze, silenziose solitudini e sogni, racchiusi in quell’attimo che ogni giorno prelude al domani!

Michele Alemanno




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