Essere l’amore, la speranza

di

Eva Amore


Eva Amore  - Essere l’amore, la speranza
Collana "I Gigli" - I libri di Poesia
14x20,5 - pp. 70 - Euro 8,00
ISBN 978-88-6587-7067

Clicca qui per acquistare questo libro

Vai alla pagina degli eventi relativi a questo Autore


In copertina: «Happy cute little girl with colorful painted hands» © svetamart – Fotolia.com


Prefazione

Questo mio libro di poesie è intitolato all’amore, alla speranza.
Dall’amore, io credo, nasce la più minuscola cellula, sino al tutto universale, tutta la stupefacente bellezza e perfezione cosmica richiama la suprema potenza, scienza, bellezza e amore della Divinità.
Certo però il sentire, il contemplare il divino intorno a noi, credo sia anche frutto di un dono, forse a volte legato ad una ricerca. Ma, spesso, gli ipocriti farisei di tutte le religioni, hanno ucciso l’amore e la speranza. Con l’Inferno poi punivano chi non si inginocchiava ai loro sacrileghi crimini efferati. La storia non è mutata e ancora adesso il nome di Dio viene usato per coprire tutte le nefandezze.
La cultura maschilista poi, in maniera subdola, cerca o penetra anche nell’universo femminile.
Una donna può essere soggiogata e resa schiava da una certa cultura o religione, senza rendersene conto (l’infarinatura parte dall’infanzia).
In queste nostre società avanzate, la mercificazione, il consumismo, l’uniformismo, l’indifferenza, gli inganni più ripugnanti, la violenza, la mancanza di lavoro, ecc. ecc., rendono sempre più difficili i rapporti umani.
Tutto questo male, lo respirano soprattutto le ragazze, le donne; e nelle nostre cittadine e città è ben visibile questa assenza di amore, di speranza.
La Dea di noi donne non è certo così: è la Grande Madre, che effonde vita e amore in tutto l’Universo. È la Dea dell’infinito amore e della speranza.
Ogni nostro palpito, ogni nostro bagliore, i sogni più stupendi, gli amplessi innamorati, troveranno fantastiche aurore d’infinito.
Non ci sarà né purgatorio, né inferno, né malattia, né lutto, né pianto, né odio, né morte.
Oltre il mistero delle stelle, per tutte e per tutti, ci sarà l’eterna meravigliosa Beatitudine (che va oltre ogni fantasia ogni immaginazione).

Eva Amore


Essere l’amore, la speranza


A RABINDRANATH TAGORE

Sfogliando i giorni e le notti
in una sinfonia profonda d’amore
Tagore viaggiava nel tempo
verso la luce da cui emana ogni cosa.
La sua anima nel cielo s’alzava
voleva fiorire come un’ aurora,
miriadi di stelle incantate
rendevano viva
la bellezza suprema.
Nel giardino della natura
si effondeva con stupito candore,
una goccia di rugiada coglieva
il mistero profondo di un fiore.

Mentre alla grande gioia anelava
oltre le nebbie dell’esistenza terrena,
come un diluvio nell’orrida notte
lo flagellò l’umano dolore
allagando le spiagge dei sogni.
Ma la lunga scia tenebrosa
sparì nel mistero del sole.
L’infinito gli fu prossimo, amico,
fratello, poesia di splendore.
Ai deserti di pietre preziose
preferiva la rosa del cuore
e, nei campi rigogliosi e fecondi,
alle fanciulle insegnava
la strada della sapienza,
l’arcobaleno della contemplazione.


LA FELICITÀ ETERNA

Tra le trafitte chimere dell’io,
negli antri sepolcrali della storia,
mendicavo invano sorsi di felicità.

Tu, eterna immacolata luce,
nel fitto buio della mia vita
sei discesa, dando meta al labirinto
dei miei passi, splendore e pace
ai funebri silenzi.

Tu, con le ali dell’infinito,
mi fai volare oltre il deserto
dei desideri umani, le tombe
degli apostoli del nulla,
le spine lancinanti delle colpe.

Tu, mi hai riposta nel giardino
dell’aurora, nell’incanto oltre il sogno
delle stelle, mentre i
violini e le cetre
della mia anima stupita,
suonano per la terra intera.

Dal supremo monte della gloria.
è sceso in me il fiume della gioia
che scorre oltre le macerie, le dighe
del peccato, e porta al mare
della beatitudine.
Senza fine la mia felicità:
oltre ogni aspettativa.


IL GIORNO DEI MORTI E DELLE MORTE

Sotto l’opaco, sbiadito cielo
di novembre
il giorno dei defunti e delle defunte
uggioso appare;
calma, solenne la processione umana
s’addensa nei grigi cimiteri.
I fiori che onorano i e le mortali
campeggiano sulle loro tombe;
commossi traspaiono i ricordi,
le gesta di chi giace nella polvere.
La nascosta Madre del mistero
oggi più vicina appare,
mentre divampava in seno al mondo
la crudele sorte
obliata e spettacolare.

Nel tempo che soggiace alla materia,
fra il folle annientamento del pensiero,
nelle insidie dell’esteriorità,
dal campo del silenzio
una speranza grida ancora:
“L’anima immortale ascende al cielo,
risorgerà la carne dalla tomba”.


AMATA DALLA DEA

Quanto mi hai amata mia Dea,
quanto mi hai amata!
Le mie parole umane
muoiono nel silenzio,
non hanno suoni
per esprimere l’eterno.

Perdonami Divina Madre
se non so dire
quanto mi hai amata.

Da prima che tu seminassi
le sorgenti di questo fiume
dell’immensa creazione,
prima di ogni seme di vita,
io ero già prediletta
nel tuo cuore.
Sei stata tu a partorirmi,
non la carne.

La tua divinità creatrice
mi ha alitata vita
affinché cantassi al mondo
la tua gloria,
la soavità e il miracolo
del tuo amore.


NOTTE DI MORTE

Come ti è costata cara
la notte
senza la meraviglia
delle stelle!
Tra le spietate fauci
del Dio artificiale,
nelle sgargianti
luci mondane,
ti immergevi
in fatui paradisi,
nei voli
di allucinate estasi
rodenti il cervello
ed il cuore.

Come ti ha distrutto
la notte
senza lo stupore
della luna!
Tra fiumi straripanti
di alcool
annegavano i prati fioriti,
le primavere incantate,
mentre, assassinando
il silenzio,
ti dimenavi come barca
tra le onde del mare.

Come ti ha ghermito
la notte
senza il quieto riposo”
Con la tua divorante
tigre,
più veloce del vento,
della furia dell’uragano,

ti sei schiantato
tra le braccia
della strega
matrigna del tempo.

Come urla disperata
nella notte
la tua famiglia
intontita!
Come irriga
di lacrime amare
il campo sterminato
del dolore!


AL MONVISO

Ancor piccola, ardita,
nel candore della vita,
con la colonia
in fitto cinguettante stuolo
m’inerpicavo verso la tua sorgente
e il Quintino Sella
raggiungevo con stupore.
Nel meriggio dell’età matura
ancora nei tuoi pressi ho camminato
scoprendo oasi d’incanto
tra le alte affascinanti stelle alpine.

Sulle tue erte pendici
mai mi accinsi ad elevarmi,
il mio sorriso
sulla tua vetta non sognai;
arduo era il tuo mistero
ed io non avevo ali d’aquila.
Ma, tra le braccia amorose del silenzio
nella mia dolce, divina solitudine,
con l’anima in ginocchio
io ti ho contemplato
innalzando alla Dea
con te tutto il creato.


DOPO IL DILUVIO IL SERENO

Dopo il funereo grigiore del cielo,
i lampi, gli scoppi
che scuotono l’anima.
Dopo il mesto diluvio di lacrime
che ha ricoperto di fango la terra.

Ecco ora risplende il sereno.
Il sole con la sua aura radiosa
ha scacciato la cupa atmosfera.
La natura vestita di festa,
con trilli gaudiosi
accoglie la luce.
Aperta la sua tetra dimora
l’uomo si riaffaccia
ridente alla vita.
Candide le vette dei sogni
si stagliano all’orizzonte turchino.
Ancora sul labile tempo
scrosceranno torrenti di morte.
Ma un giorno la speranza sarà
gioiosa aurora infinita,
per le donne, gli uomini,
tutta l’universalità.


LA TEMPESTA DEL DOLORE

La tempesta del dolore
con furia immensa devasta la terra.

Distrugge il grano
delle anime,
travolge le colombe
dei pensieri,
annega le sirene
della gioia.
Manda i vascelli dei sogni
alla deriva,
flagella l’umile piantina
e l’albero che si proclama onnipotente,
rende funebri i respiri universali.

Ma la Grande Madre creatrice,
non ci ha lasciate/i in balìa
dell’orrenda fine umana.
I pianti e le ferite di noi tutte/i
puri/e e sacri/e, ci guidano alla gloria.


A MIO PADRE

Ora, che le profonde ferite della mia mente
non accecano più
lo splendore dello sguardo;
ora, che la mia anima vive
in comunione con le stelle,
veramente io ti amo.

Adesso, che tu libero sei
dalle catene della carne;
adesso, che vivi nel mondo oltre la tomba,
in modo perfetto tu mi ami.

E c’incontriamo nel campo del silenzio,
dove la pace regna sovrana sulla terra,
dove la tua polvere attende
di essere trasfigurata nella gloria.
Io volo oltre il mare dell’umano,
per raggiungere il tuo mistero eterno.

Tu, dai vertici dell’essere,
“guidi” i miei passi sulla dolente valle:
perché la sirena della vanità
non mi seduca
e nella buia notte non mi perda.
Implori che mai la dolce musa
mi lasci in balia della grettezza umana.
Fai si che la mia vita diventi un fiore
nel giardino dell’orazione.


A UN KAMIKAZE

In quale lontano
pianeta misterioso
hai lasciato la primavera
d’amore del tuo cuore?
Da quale inferno d’odio
e di disperazione
hai tratto la sostanza dei tuoi giorni?
Tu vivi gli spasmi dell’attesa
di ridurre in briciole le vite,
per questo tu ti struggi, t’immoli,
come demonio che aspira al cielo.
Il celato, chiaro
politico potere
sfrutta il tritolo dei tuoi sogni,
vestendo di puro religioso credo
il turpe abominio della tua azione.

Non hai pietà di donne e bambini/e,
di ignare/i viandanti della storia.
Il delirio ti rende cieca l’anima,
il fanatismo ti straluna gli occhi.
Lascia il suicidio macabro,
dimentica le strazianti
orge della morte.
La verità risplende
nella festa della vita,
nel grande, sublime Amore.


LA CRISI ECONOMICA

I perfidi schiavi
della corrotta materia,
i dinosauri dell’alta finanza,
del Dio che domina
le terre e i mari
si son riempiti i ventri
sino a scoppiare.
La serpe della cupidigia
avvelena i sacri templi
dell’economia mondiale.
Il fiume della crisi
con forza immane
irrompe sui e sulle tenere indifese
figlie del capitale,
sull’immenso stuolo dei e delle misere
pargole affamate.

La povertà impazza,
ma l’orgia degli e delle amanti del lusso
non è mai sazia.
L’affamata/o geme,
disperata/o barcolla,
non ha più speme.
E la collera monta, s’accende,
può incenerire il mondo
se la giustizia non si fa presente.
La terra deve avere
un unico anelito,
un solo precetto,
un uguale mandato:
sconfiggere l’egoismo,
vivere da fratelli e sorelle;
nella lode della Creatrice
e del Creato.


Se sei interessato a leggere l'intera Opera e desideri acquistarla clicca qui

Torna alla homepage dell'Autore

Il Club degli Autori - Concorsi Letterari - Montedit - Consigli Editoriali - Il Club dei Poeti
Chi siamo
La Rivista
La voce degli Autori
Tutti i nostri Autori
Per iscriversi
ClubNews
Il notiziario gratuito
Ultimi inserimenti
Homepage
Per pubblicare
il tuo 
Libro
nel cassetto
Per Acquistare
questo libro
Il Catalogo
Montedit
Pubblicizzare
il tuo Libro
su queste pagine