Ad Aldo il mio immenso amore

di

Eva Amore


Eva Amore  - Ad Aldo il mio immenso amore
Collana "I Gigli" - I libri di Poesia
14x20,5 - pp. 76 - Euro 8,20
ISBN 978-88-6587-8057

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In copertina: «Couple in love» © pressmaster – Fotolia.com


L’amore non è mai qualcosa di comprensibile, di definibile e spiegabile in maniera scientifica e, forse a maggior ragione, quello che attrae e lega due creature umane. Ma è una gioia immensa che ti fa volare oltre lo spazio e il tempo, è il succo stesso della vita. Se non è corrisposto, poi si scatena il dramma e le cose, ogni respiro, possono apparire senza senso, il buio è dilagante. Trovo in Aldo sensibilità e comprensione, nel cammino verso la bellezza, verso l’amore e la speranza del tutto universale. Così, con questa apertura, palpita l’amore molto più intimo tra di noi.
Facciamo l’amore molto spesso e a lungo appagandoci al di là di ogni pudore che è uno dei principali nemici dell’amore.
Bisognerebbe che il mondo avesse il sacro pudore di non uccidere, di non imbrogliare o rubare, di non divulgare come divertimento, orrore e criminalità, di non uccidere la libertà e la sessualità.
Un grande augurio alle persone innamorate.

Eva Amore


Ad Aldo il mio immenso amore


Ricordi d’infanzia

Ricordi Aldo
quando i nostri casolari
combaciavano
e noi, minuscoli fiorellini
sbocciati dai semi puri del tempo,
facevamo insieme
le nostre prime capriole
della vita?
Ricordi caro amore
quando intarsiando minuscoli legnetti
costruivamo le fattorie
del nostro futuro?
In te, già sbuffava imperioso il toro;
in me, la placida ancora casta mucca,
senza alcun pudore si donava.
In te, il destriero
dei sensi galoppava;
io, tua cavalla doma,
solo a te mi abbandonavo.
La pecorella del mio cuore
già belava
nutrendosi di te,
mio fantastico montone!
Io, Eva e te Aldo,
nella nostra incantata aurora,
protetti da un muro
d’innocenza e solitudine
per la prima volta giocavamo
nell’Eden meraviglioso dell’Amore.


Il mio amore di bambina

Ti ricordi tesoro?
O Aldo non ti sovviene più?
Quando ai primordi delle scuole elementari,
noi, aurore ancora candide,
dipingevamo le nostre prime
tele preziose del tempo?
Mio adorato!
Insieme, in picciol guisa ci siam posati
su pagine orrende della storia umana
e abbiamo vissuto e sognato
vividi rivi di speranza amena.
Tu, novello figlio di Pitagora,
già primeggiavi in matematica.
Io, già prefiguravo la poetica,
innamorata Eva delle lettere.
Amore, delle marachelle
tu eri il campione certo regale:
ricordi, mio diletto,
quella lì proprio speciale,
che aveva fatto infuriare anche il messo?
O tu ti eri ben celato
e solo io, che per te già smaniavo,
ti avevo in realtà seguito.
L’agente comunale indagava arcigno
sulle mie rivelazioni più indugiava,
ma io non ti volli mai tradire.
E poi… poi… Aldo… poi
pronunciare il tuo tuo sacro
meraviglioso nome,
per me voleva dire che ti amavo
e io… io… Eva… vivevo nel segreto,
quella riposta stupenda verità.


Vieni Aldo con la primavera

Lascia la morbida tana recondita
in cui ti stendevi
nel letargo invernale,
lascia l’alta marea di doveri
che allagano la spiaggia dei sogni,
ed esci con me Aldo
incontro alla primavera.
Danzeremo come libellule
nel vento,
nella placida atmosfera della gioia,
la distesa celeste ebbra di luce
darà voli d’infinito ai nostri cuori.
Ci poseremo sulla natura in festa,
tra la speranza vestita di smeraldo.
Le gemme fiorite dei giardini
come perle il nostro cammino orneranno.
Ci vestiremo di fiori di bellezza,
dell’iride che ammanta questo Creato.
Berremo alla fontana dell’esistere
il puro nettare che dà senso
ai nostri baci, al nostro sguardo.
Gli usignoli in coro canteranno
una canzone tutta per noi d’amore
e, tra le fronde sorprese dall’incanto,
filtreranno i raggi del re sole.


Ad Aldo

Disceso dall’estremo
anelito del tempo,
in una sera di festa
mi sei apparso
e tutti gli altri astri
della mascolinità
si sono spenti:
solo tu sei brillato
nel mio cielo.
I fiori del giardino
del mio cuore sono sbocciati
in mille diademi di colori
e gli usignoli della mia anima
hanno cantato
tutte le canzoni dell’amore.
I pianeti hanno disegnato orbite
attorno alla tua virilità
e la divina arpa del mistero,
ha suonato un concerto
all’infinito.


Non è peccato

Le “sacre” papaline leggi,
assurde e tracotanti interpreti
della “divina” imposta verità,
lo sappiamo Aldo caro,
con tanti intrepidi fratelli e sorelle
da gran tempo ci han condannati e
al più “abominevole” degli inferi.
Ma, per fortuna noi,
un tempo loro accoliti;
accaniti e dolorosi interpreti
delle loro disumane follie atroci
contro la sessualità più vera,
con l’aiuto splendente della Dea,
ci siamo liberati dal giogo putrido.
Ora, mio tesoro,
con certezza noi sappiamo,
che corpo e anima amano all’unisono,
che far l’amore non è giammai peccato,
non è una lubrica, impudica vergogna.
Tutta la terra è chiamata a festeggiarlo,
compresi i trans, gli omosessuali e le lesbiche.
Far l’amore dona incanto al tempo,
fa volare oltre la cenere del nulla,
e, in un infinito gioioso palpito,
ci fa abbracciare con la Divina eternità.


Se tu vorrai

Se tu vorrai Aldo,
se tu vorrai,
faremo l’amore
tra l’incanto delle stelle
e la luna come bionda fata
c’illuminerà
di romantica passione.
Se vorrai Caro,
se vorrai,
ci stenderemo su un tappeto
di speranza
e i fiori sbocceranno
tra i nostri stupiti
palpiti di sogno.
Se vorrai Tesoro,
se vorrai,
faremo l’amore
in una foresta tropicale
e flora e fauna
a noi s’inchineranno
danzando al suono del mistero.


Non moriremo mai Aldo

I nostri corpi saranno sorpresi
da tutte le intemperie del tempo
e, come granelli di sabbia
tra la furia spietata dell’uragano,
verremo spazzati via amore
e giaceremo tra i lombrichi della terra.
Ma non moriremo mai mio tesoro,
come l’umanità intera,
come le creature
di tutti quanti gli universi,
Aldo, mio tutto, non moriremo mai.
Fuggiranno le nostre colombe pure,
s’innalzeranno oltre ogni confine,
arriveranno alla sorgente dell’amore.
Non udremo più i tuoni infernali
che straziano d’orrore la storia.
Non vedremo più i tarli del mondo
che sbriciolano i sogni.
Tra le stelle dell’impero celeste,
l’arcobaleno dell’incanto divino,
c’illuminerà di sapienza e di gioia.
Avvinti in un amplesso di sogno,
uniti noi ci espanderemo
nella beata eternità.


Il mio desiderio di far l’amore

Nel cuore vivo cangiante
e misterioso della notte
affollata di erotici sogni
appassionati,
ebbra di desiderio
di te, solo di te, Aldo,
mio agognato!
Mi sono risvegliata.
Coi miei fragranti, delicati ansimi
di femmina in calore,
caro amore ti ho destato
dal breve letargo dei tuoi sensi.
Tu, stupefatto mi hai guardata
lesinandomi i baci e le carezze,
facendomi impazzire nell’attesa.
Poi, come leone ruggente ed affamato,
all’improvviso sei balzato su di me,
tua suadente e prelibata preda,
e con sacra voluttà mi hai divorata.
Uccidendo ogni parvenza di pudore,
mi hai del tutto preparata.
Mi hai presa, penetrata e posseduta
con quella violenza “pura e mascolina”
dalla mia femminilità così ambita.
Mi hai gridato che sono la tua vacca,
la più troia, una gran baldracca,
la più splendida puttana della Terra.
Quell’aspro molto soave suono,
ha moltiplicato il mio piacere
e, nel mezzo del luminoso buio,
i miei orgasmi sono zampillati.
Oh tesoro, anche tu molto hai goduto.
Aldo, la notte
è troppo piccola per noi.
La tua Eva, vuole far l’amore anche di giorno.


Ti parlerò Aldo

Ti parlerò Amore
coi ricami d’incanto
della mia poesia;
i versi che scavano audaci
le profonde miniere dell’essere.
Ti parlerò tra i nembi di fuoco
che bruciano l’orizzonte dei sogni;
i mostri che furiosi divorano
la purezza di tutta la terra.
Ma non ti lascerò orfano
della speranza, tesoro.
Il liuto dell’armonia divina
non ha spento il suo suono
e tra le cupe atmosfere del tempo
echeggia il suo richiamo.
Diletto del mio cuore,
mio forte, stupendo,
insaziabile amore,
ti parlerò della Grande Madre,
innamorata dell’umanità.
Osserveremo insieme Aldo,
i tramonti che sfumano nel sole,
le albe dalle iridi stupende.
Andremo dove la magia del sogno
s’incarna in una primavera di bellezza,
dove le perle dell’amore danzano
sotto l’ulivo della saggezza.
La Dea, caro, ci porterà
nell’infinita gioia;
dove svaniscono le fugaci notti
e le beate stelle nel mistero
sovrane brillano per l’eternità.


La mia notte con Aldo

È la notte dei sospiri per Aldo
dopo la sera passata con lui
nello zibaldone sfrenato di festa.
I sogni impazziti danzano
al suono della cetra nel vento.
Le cavalle dei desideri galoppano
verso una terra di tesori nascosti,
un mare di beatitudine.
L’atmosfera d’infinito si colma
e, nel giardino dell’incanto,
fiorisce il silenzio dell’anima
di poesie e canti d’amore.
Le stelle a miriadi brillano
trasfigurando le ombre del tempo.
La luna d’oro rifulge
grandiosa messaggera romantica,
mentre io, nell’illusione da favola,
avvinta alla sua scultura celeste,
mi abbandono
ad un amplesso divino.


Da quando ti ho incontrato

Da quando nel fitto stuolo
della gente in festa
il mio vagante sguardo
ti ha scorto e incontrato
nel tuo prediletto arcobaleno
di virile bellezza;
la mia vita ha mutato il suo cammino
e segue passo a passo te,
mio concubino dell’esistere,
mio stupendo stallone.
Da quando ho sentito
la tua maschile voce
seminare il silenzio
di sensuale tenerezza,
vorrei fermare
ogni turbine di vento
che ti porta via dai miei sogni.
Dirimere ogni nebbia,
ogni trappola nel tempo
che t’impedisce di correre
verso l’Eva mia romantica
in sessuale, fremente attesa.
Tra i cataclismi della storia,
le impervie vette da scalare,
vorrei sulle tue ali d’aquila
sicura e abbandonata
essere accolta e amata.
Vorrei che ogni deserto
per noi fiorisse tutto di gioia.
Vorrei Aldo tu fossi tutto mio
e io caro essere sempre tutta tua,
in ogni essenza,
in ogni invisibile bagliore
di me stessa.


Io poetessa e Aldo

Io, Eva, suono l’arpa incantata
della mia fantasia invasa
dalle meraviglie del tempo
e Aldo contempla
nel soave stupore
variopinti sorrisi
di aurore radiose
paradisi sbocciati
dal seme del sole.
Io nuoto disperata e ferita
nei fiumi di sangue
dei dolori nel mondo
e Aldo irrora di lacrime amare
tutta la storia crocifissa e malata.
Io canto con la voce del cuore
inni di gioia ai diademi dell’amore.
Aldo, di letizia danza
e, con la luna dell’anima,
anche le tenebre abbraccia.
Io m’immergo negli abissi letali
dell’abominio dei vizi,
nei mali infernali
e Aldo offre all’Onnipotente Signora
fiori del suo campo, preziose orazioni.
Io mi libro oltre il muro del secolo
nei sublimi misteri
delle speranze divine
e Aldo con me vola
in un’estasi di sogno
verso le infinite
galassie del cielo.


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