Opere di

Demo Martelli


Cenone di Ferragosto


Pasticcio afrodisiaco

Prendi una rotonda sul mare
ci metti uno spicchio di luna
e lo ricopri con un velo trasparente
di nube bianca mediterranea,
una spruzzata di riflessi del mare
un pizzico di malizia nascosta
desiderio quanto basta
e copri segretamente lasciandolo cuocere
con fiamma dell’ardore secondo l’età,
a parte prepari un bacio ad occhi chiusi
due promesse a lunga scadenza
una bugia sempre pronta
profumo di scogli e pini tritato fine fine
che aggiungerai a fine cottura,
una grattugiata di cuore innamorato
una spolveratina di musica a distanza
e guarnisci con due fili argentati della stella più vicina,
chiami la ragazza vestita abbronzatura d’agosto
scatti una foto per gli amici
e servi nei piatti caldi emozione,
il tutto annaffiato con stelle cadenti
di San Lorenzo raccolte cinque sere prima,
se l’accoppiamento non riesce
riprovi l’anno dopo.

Primo Premio”Un sogno nel cassetto”ad Alassio 2005

Primo Premio della critica “Cibo e Amore” a Berzano S. Pietro 2008


Il mondo

Il mondo è furbo
ma puoi sempre distrarlo
e fregargli un attimo
di felicità
per fare invidia
al resto del mondo.


Gelosie di agosto

La risacca della luna
cancella le gelosie di agosto
sulla pergamena di sabbia.
Ma in cielo qualcosa si rifugia
in volo, e si espande incomposto
dietro il lenzuolo di nubi:
È lo strascico del lampo
che illumina il ricordo.
È la giunzione meno logora
del dubbio, tra carne e desiderio.
È qualcosa…che ti ritorna dentro
anche se al momento sembrò
insignificante.


Maremma

Nella terra che scorre lungo il mare
salgono e scendono colline in vicinanza
fino ai rombi arlecchino di pianura.
Sopra di te e nei contorni
vivono ancora i miei sogni
che ascoltano il linguaggio
del fieno tagliato
del fico maturo
dell’acino pieno di sole.
Ti ho lasciata che odoravi di miseria
ma intrisa di dinamici sorrisi
che ancora accarezzano il cuore
e mi respirano dentro.


Slittino a rotelle

Lasciato a casa,
si sentì tenuto fuori
dai grandi, andati alla festa.
Pianse a dirotto,
disperato bambino,
dentro al verde fitto
dei rosmarini,
a nascondere lo sconforto
che svuota d’amore il cuore,
e di speranza.
Viaggiò dentro se stesso
fino all’angolo del coraggio:
era un bel cielo aperto
con lo slittino a rotelle,
sui fiorellini
del prato in discesa.


La tromba

La tromba è il canto,
che dalla chiocciola
esce limpido e potente,
come i fuochi pirotecnici di notte.
Il pianoforte concerta
con tanti denti in bocca.
La batteria masochista,
sobbalza di sferzate.
La chitarra è già orchestra,
se la sgrani con le dita di spugna.
Lei, la tromba, canta da sola,
canta per tutti:
altruista di natura
diverte, rallegra, dà energia
fino ai margini dell’immaginazione.
Ma a volte la tromba,
quando non ha accompagnamento,
si rattrista,
e con il groppo in gola
suona le storie di dolore,
che silenzioso ascolti,
ti commuovi,
e piangi.


A Samuele

Appena eri partito per la vita
ti hanno chiamato per il Paradiso.
Hanno scelto il più candido, il migliore,
per aggiungere un Angelo nel cielo.
Noi non sappiamo ancora dell’eterno,
di ciò che è sacro, la ragione, il vero.
Quando verremo sotto la Tua luce,
tu angelo, tu anima, tu amore,
ci guiderai nel regno del mistero.



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