Il mio vero nome

di

Cesare Allia


Cesare Allia - Il mio vero nome
Collana "I Gigli" - I libri di Poesia
14x20,5 - pp. 80 - Euro 7,80
ISBN 978-88-6587-0983

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In copertina e all’interno illustrazioni di Sara Biava


Prefazione

I componimenti che costituiscono la raccolta “Il mio vero nome” di Cesare Allia sono ammantati da una sorta di cantabilità, che si ripercuote sull’intero contesto prosaico, che prende l’avvio da un complesso dialogo interiore per sviluppare, in un secondo tempo, alcune tematiche che appassionano l’Autore.
La sua visione è tutta protesa a riportare le esperienze della vita che avvolgono nell’inquietudine, nelle numerose domande sull’esistere, negli interrogativi che si susseguono, cercando di superare le difficoltà e i problemi del quotidiano vivere.
Non a caso, ad un certo punto, Cesare Allia, con decisione, constata: “Scrivo per rimanere vivo”, come se la possibilità di poter esternare il proprio pensiero potesse permettere di aggrapparsi ad un atto liberatorio capace di condurre alla salvezza.
Tutto ciò che rappresenta il mondo personale dell’Autore viene reso e riportato con semplicità, onestà e genuinità, per cercare di far comprendere, nel miglior modo possibile, ciò che ribolle nella mente, sconquassa il proprio essere, necessita di una esternazione.
Ecco allora dipanarsi, in una sorta di passaggio continuo tra ricordo, realtà presente e visione sognante, le atmosfere e l’aria spensierata della gioventù che vola veloce, il desiderio di cercare un appiglio nel groviglio dei giorni, la sensazione di essere alla continua ricerca di “qualcosa”, che è facile sentirsi indifesi e dispersi nella vita, che è bello lasciar volare i pensieri ma questa fantasia, questo desiderio sognante mal si coniugano con la dominante sfrenata corsa al denaro e, poi, si ritrovano alcuni riferimenti alla realtà sociale del presente che vede, in primo piano, la tematica del lavoro, la difficile ricerca di una occupazione che viene rappresentata con un divertente elenco di ricerche e richieste di lavoro che rendono pienamente l’idea dello stato attuale della drammatica situazione.
Il dialogo si riverbera anche sulla continua e sincera attenzione ai propri sentimenti, alla necessità di amare e al dolore per la perdita dell’amore, al travaglio e al tormento quando qualcosa non funziona: cercar le risposte è quasi inutile, farsi le domande è superfluo.
“Il mio vero nome” è un continuo viaggio dentro se stesso da parte dell’Autore che, nel suo cammino, ha trovato il modo di esprimere il desiderio di condivisione con un sincero rapporto di interscambio: la vita può essere un sogno tra le mani ma si deve cercare di viverla bene.
Le vibrazioni positive nascono tra la sostanza dell’esistere, la musicalità nel rendere il quotidiano e la visione trasparente che Cesare Allia tenta di estrarre dalla vita stessa, riprendendo, in alcuni passaggi, tematiche sociali che plasma e adatta alle emozioni che vuole esprimere.
Cesare Allia vuole scrivere per raccontare la sua storia, per capire se stesso, per ricordare che “si deve fare ciò in cui si crede” anche se è contrario a ciò in cui credono gli altri… prima che sia troppo tardi è meglio rincorrere le proprie idee e se, alla fine, si dimostreranno sogni illusori… non fa niente.
E Cesare Allia, con coraggio, ci sta provando.

Massimiliano Del Duca


Il mio vero nome


SPENSIERATA

Con l’aria spensierata di chi ha la tua età
guardi la vita fuori dal bar…
Il bar dove sono cresciuto e dove ora tu cresci
fa da cornice al tuo viso…
Ti guardo e non ti saluto…
Girano tante cose per la testa
che non afferro quelle belle
Come il presente come la tua pelle…

Spensierata mangi qualcosa e ti muovi da grande
Con aria sicura, con capelli e occhi neri…
Spensierata…
Seduta sulla ringhiera
con l’aria di chi se ne frega…
Avrai finito di studiare
O forse devi ancora cominciare
Non ne hai voglia e poi c’è il sole
e i ragazzi e gli amici che schiamazzano…

Spensierata…
Mi guardi e magari pensi che ci faccio qua
e perché non ti saluto
Il tempo di un minuto e ti scorderai
Ti scorderai come è giusto che sia…
La gioventù vola via…
Vola così velocemente che quasi non te ne accorgi…

Ragazza di periferia…
Ragazza spensierata
Goditela perché vola via…
Goditela perché vola via…

Con l’aria spensierata di chi ha la tua età
guardi la vita fuori dal bar…
Vedi le giornate passare
Stai tranquilla, c’è tempo anche per te
Ti potrai innamorare…


IL MIO VERO NOME

…Mi ostino ad essere una persona che non sono…

Dove sei?…
Dove sei?…
Eppure lo sai chi sei…
Sono io, sono due
Sono diviso in due…
Il dottore e il signore
Qual è il mio vero nome?
Cambio spesso ma fuori non cambia
Forse è per questo che cambio
che mi stanco, che rido e poi piango…
Poi ti guardo
Un solo sguardo…
E tu lo sai…
Lo sai che non mi puoi toccare
O almeno ti faccio pensare…
Lo sai…
Sono pronto, sono lucido…
So cosa vuoi e so cosa io posso darti…
So cosa vuoi e so cosa io posso darti…

Poi di nuovo cambio e anche un bambino
mi potrebbe fregare
Anche uno scemo potrebbe farmi male…
Incomincio a ragionare, a dubitare
Ad andare avanti e indietro per la mia mente
Una voce prepotente
Un pensiero sale e uno scende
Un vortice mi prende
Spengo la luce e sono assente
Non so scegliere
Non so rispondere né prendere una decisione…
Questa, di me, è la parte peggiore…

Poi lavoro, mi sforzo
Un duro sforzo…
Mi copro, mi scopro, mi bagno …
Asciugo il sudore e cammino…
Cammino lento ma cammino…
Il primo scalino poi il secondo
il terzo e così via…
Seguo la scia…
La seguo… La seguo…
Quella è davvero casa mia…
Sono forte, sono in piedi
Sono meglio di quello che credi
Sono forte, sono saggio
Sono a mio agio
Da qualsiasi parte
In qualsiasi posto
Ovunque tu mi porti
La mia vita la prendo e se sbaglio, sbaglio
E se faccio bene è meglio
L’importante è che sono sveglio
Che sono sveglio!!

Ma poi scendo, non so come, ma scendo
Una ragazza, un commento
Un continuo lamento
che non si riesce a vedere
Che non puoi vedere…
Mi ripeto, mi consiglio
Mi guardo indietro e sbadiglio
Cerco un appiglio…
Lo trovo quando ormai non ci credevo più
Un po’ alla volta e di colpo su
Si spezzano le catene
Ritorna il sangue nelle vene
Mi guardo e mi sento ancora bene
Ancora io, ancora pronto…
Sono tornato e non m’interessa più niente
di quello che mi è capitato
Vado avanti credendo in me e nella vita
Credendo in me e in questa nuova salita…

Sono tornato!
E sono forte! E sono presente!
E quando chiudo la porta
Nessuno mi tocca
Nessuno apre bocca…
Sono tornato!
Quello disperato
è partito, è andato, sparito…
Finalmente rinato…
Aria fresca…
Sono un capo come la Regina Elisabetta…
Ho fame…
Ho voglia… di te, di me…
Ho voglia di vita e di amore
Ho voglia di non sentir più
quella strana sensazione…
Ho voglia…
Ho voglia…
Ho voglia…

Ma poco alla volta ritorna…
Il terzo, il secondo, il primo scalino
e giù come prima…
Come un drogato che dice è l’ultima volta
poi riprende…
Tranquillo ce la faccio!
e tutto si spegne…
La montagna scende e tu,
tu sei talmente piccolo
che non puoi fare niente…
Mentre dormo un incubo mi avvolge
Mi prende…
Mi sveglio ed è ancora notte
Ed è ancora senza risposte…
Ancora nera
Ancora questa sera
Che non vuole finire
Che non riesco a capire…
Che non riesco più a dormire!
Sembra un film di paura
fino a quando non vengo baciato dalla luna…
Qualcosa mi dice che oggi o nei prossimi giorni
avrò fortuna…
Ci credo, la inseguo
è una vecchia che mi guida
è di nuovo casa mia…
Questa volta ci resto per sempre…
Non voglio più andar via…
Non voglio più andar via…

Perché io lo so cos’è che mi porta via
Lo so cos’è!
È quando il presente si stacca da me…
È quando le uniche difese che ho si aprono
e lasciano entrare ogni cosa, ogni frase, ogni persona…
Ognuno si prende un pezzo della mia mente…
Mi piego e sono presente
Cambio gemello
Cambio pelle…
Piove e c’è il sole
Da nord a sud
Da est a ovest
Cerco ancora un nome…
Cerco ancora un volto, il mio volto…

Perché io lo so, lo so che non mi appartiene è che
ogni tanto viene e si porta dietro tutti i miei perché
Tutti i miei cosa c’è, cosa c’è che non va?
E adesso come si fa?…Appunto, come si fa?…
Mi alzo… Ho deciso!
Faccio un passo…
Cammino, cammino ancora…
Poi mi giro, mi giro e mi rigiro…
Ma nel giro di una settimana cambio
Sono poco e sono tanto…
Sono appeso
Sono vuoto e sono pieno…
Perché?… Perché?
Sono sveglio poi mi fermo…
Sogno e perdo…
Nuoto e affogo…
M’innamoro, m’innamoro o faccio finta di farlo…
È un tarlo…
È un’ombra che continua a girare…
È un rumore continuo
Un rumore che picchia già al mattino…
È un bordello…
È tutto un bordello
AAAAAAAAAH!!!!!!
Mi scoppia il cervello…
Non ce la faccio!
Non ce la faccio più…
Prima salgo poi ancora giù…
Ancora coi miei perché
Ancora senza te
Ancora senza motivo…

Afferro qualcosa che poi lascio
Vedo tutti in alto
e io in basso…
Ancora in basso…
Ancora a ripetere
e a chiedere…
Ancora a supplicarmi di fare qualcosa,
di alzarmi…
Ancora con una sigaretta…
Con una tristezza, una tristezza che se ne va…
Dolcemente, poco alla volta
se ne va…

L’anima aperta…
Libero la testa…
Questa… è l’unica certezza
L’unica che conosco…
Ritorna il sorriso
Ritorna il mio viso
Ritorna la mia casa…
Questa è casa mia!!!
E questo è il mio nome
Cesare Allia…
Non voglio più andar via
perché questa è casa mia
ed è qua che voglio vivere
perché è qua che riesco a ridere
che mi riesco ad esprimere…
Qua, sono io!
Ed è qua che c’è scritto il mio nome…
Cesare Allia…
Non voglio più andar via…
Questa è casa mia…
Casa mia…
Cesare Allia, Cesare Allia…

Lo sai davvero cos’è che ti porta via?
E se così fosse perché continui ad andar via?
Forse non è solo questo…
Forse c’è qualcosa di più…
Qualcosa di profondo…
Qualcosa che non vuoi accettare
Che non vuoi proprio accettare…
Ci hai perso dietro troppo tempo e hai paura
Hai paura che faccia troppo male…
Ma la verità non fa mai male…
La verità… è l’unica che ti possa liberare…
L’unica davvero che lo possa fare…


HEIDI

Ti ricordi?…
Volevi stare sola…
Dopo quel bacio…
Dopo quello che c’era stato, volevi stare sola…
Ti ricordi?…
E invece ora?
Siamo stesi su questo letto senza pensieri
Io e te…
Come non succedeva da tempo…
Ti sfioro il viso e sto in silenzio…
Quel silenzio che si riesce ad ascoltare
Solo adesso…
Solo quando si prova ad amare…
È un po’ che non lo sentivo
E anche se non te lo dico, lo hai capito
Lo abbiamo capito tutti e due
che c’è qualcosa di diverso
Quando ti guardo, mi avvicino e non parlo…
C’è qualcosa di strano
Quando guido e senza dir niente mi tieni la mano
Mentre dormi prima di arrivare a casa
Prima di salutarmi chiudendo quella porta
con un sorriso che non so spiegare…
Anche volendo non lo saprei spiegare…

Poi ancora noi… Domani…
A ballare o dove vuoi…
Ancora noi e quella stanza più comoda
di un’auto parcheggiata…
Noi per così poco…
Così poco che mi viene da non crederci…
Da non pensarci…
Ti piace eh?
Mi domandano…
Sì ma tanto parte!
Gli rispondo…
E intanto il mondo gira più lentamente
Lavoro, sto con gli altri
e mi viene in mente…
Stasera ci vediamo?
Alle dieci da te?
Con voce straniera dici sì…
Ti aspetto!… Fammi uno squillo e scendo…
Ti vedo e la notte è senza tempo
Senza controllo…
La musica danza, la tua voce…
La nostra stanza e i tuoi occhi…

Piccola Heidi…
Stiamo cadendo in un campo di fiori…
Abbandonati alle pagine più facili da leggere
Le uniche forse che si riescono a comprendere…
Piccola Heidi…
Dammi un bacio e fatti abbracciare
I giorni sono pochi e non li voglio sprecare
È già tardi ma abbiamo ancora qualche ora…
Dammi un bacio e parlami di qualcosa…
Di tuo padre, delle tue sorelle e della Domenica mattina…
Vi voleva tutte lì almeno alla Domenica…
Lui lavorava sempre
Non potevate dirgli di no… Almeno la Domenica…

Piccola Heidi…Non mi svegliare…
Dai che dobbiamo andare!…
Mezza vestita sei ancora più bella…
Dammi un altro bacio e ti giuro che mi alzerò…
Uno solo! Promettimelo! Però!…
Va bene, te lo giuro!… Ma a dita incrociate…
E appena ti avvicini ti stringo a me
E puoi urlare finché vuoi…
Finché noi ci troviamo di nuovo distesi…
Uno dentro l’altro
A respirarci
A guardarci…

Che dolci le tue labbra senza confusione…
Senza troppe parole…
Sai…
Sei l’unica con cui abbia riprovato qualcosa…
Come allora…
Lo sai?
Ma come fai? Come fai a saperlo se non te lo dico…
Se non te l’ho detto…
Te lo scrivo adesso, anche se è tardi
e probabilmente non lo leggerai mai
Ma sai…
Non importa, non voglio rovinare i ricordi…
Ti ricordi?…

La prima volta era il mio compleanno…
Che anno quell’anno… E tu sei stata il regalo più bello…
E tu e quella fontana vicino alla chiesa
Vicino alla strada
Dove l’acqua scendeva e ci bagnava
Dove l’acqua scendeva e ti baciava
e ti baciavo
Mentre tutto era leggero…
Mentre tutto era tranquillo…
E un pensiero volava a qualcosa di più
E tu…
Tu lo avevi capito che c’era qualcosa di strano…
Lo avevamo capito tutti e due…
Anche se mancava solo un mese…
Anche se questo non era il tuo Paese…
Lo avevamo capito che ci volevamo bene…
Lo avevamo capito…
E forse sarebbe finita
E forse non era la nostra vita… ma mi è piaciuta…
Mi è piaciuta e non voglio scordarla…

Piccola Heidi
Dammi un bacio e non ci pensiamo…
Adesso andiamocene lontano…
Andiamocene almeno con il pensiero…
Domani deve ancora arrivare… Deve ancora arrivare…
Lasciati guardare… “Mamma mia!!”
“Mamma mia!”… Ti ricordi?
Ti ricordi queste parole che non capivi
Che mi chiedevi…
“Mamma mia!” era per te
“Mamma mia!” si dice quando qualcosa ti porta via
Come tu stai facendo con me…

Piccola Heidi…
Ti porto a casa…
Questa volta è vero…
Questa volta non c’è niente da incrociare
Tranne che i nostri sguardi
I nostri sguardi che dicono più
di quello che ci sarebbe da dire…
Piccola Heidi…
Un altro po’… Io e te…
Io e te come non succedeva da tempo…
Ti sfioro il viso e sto in silenzio…
Quel silenzio che si può ascoltare
Solo adesso…
Solo quando si prova ad amare…

Piccola Heidi non posso chiederti di restare
Ma prova a non dimenticare…
Io non lo farò…
Te lo prometto non lo farò…


La frase non dovrebbe essere: “Non sposarti” Ma: “Impara ad amare”


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