Antologia delle più belle poesie del Premio di Poesia I Poeti dell’Adda 2025
In copertina: «Ponte sull’Adda» Foto di Aldo Gallo (License to use Pixabay License – Libera per usi commerciali)
Indice
Prefazione di Massimo Barile – Albo d’Oro della XXX edizione del Premio – Sebastiano Alberti – Sergio Baldeschi – Cosimo Castello – Oswaldo Codiga – Stefano Congiusti – Roberta Denti – Francesco Feola – Gian Albo Ferro – Marco Frison – Sisto Ghedina – Luca Giacometti – Luca Gritti – Lucia Ingegneri – Francesca Laurenti – Gioacchino Eduardo Lazzara – Giosuè Marongiu – Pietro Agostino Masotti – Giovanni Vincenzo Massara – Tommaso Meldolesi – Amedeo Millefiorini – Werner Raffaele Morelli – Catia Morellini – Carmela Palumbo Piccionello – Marilena Parro Marconi – Gracijela Putina – Gianpaolo Ripamonti – Rosa Antonia Rocca – Saverio Rosso – Niccolò Ruscelli – Alessia Scali – Irene Tosoni – Maria Rosaria Virgallita – Cristina Zucca
Prefazione
Questa antologia lirica rappresenta la testimonianza offerta dagli Autori che hanno partecipato al premio letterario I Poeti dell’Adda 2025, promosso dal Club degli autori.
Desidero rivolgere il mio sincero apprezzamento a tutti gli Autori che hanno proposto le loro liriche con il desiderio di alimentare la visione poetica, sovente capace di diventare strumento per illuminare il percorso esistenziale.
Si avverte chiaramente che la Poesia viene sentita nel profondo dell’animo e che, grazie a tale processo, si può penetrare e spaziare in una dimensione superiore.
Il flusso continuo delle multiformi testimonianze dell’universo emozionale che ogni Autore custodisce nell’animo diventa substantia stessa di questo importante processo creativo.
Nella galleria delle composizioni poetiche ecco allora che vengono messi in evidenza i percorsi relativi a profondi scandagli interiori, i sommessi recuperi memoriali, le intense emozioni legate ad eventi che hanno segnato fortemente l’esistenza, le inquietudini e gli smarrimenti, le sofferenze e le speranze, le immancabili illusioni e le rivelazioni del cuore.
Tutto si miscela e conduce all’urgenza d’una interpretazione poetica e al desiderio di comunione, oscillando tra complessi stati d’animo ed illuminazioni liriche, senso d’abbandono e visioni malinconiche.
Il processo poetico viene quindi proiettato verso una nuova dimensione grazie alle sollecitazioni dell’universo emozionale e le poesie si tramutano in “offerte” elargite dalle poetesse e dai poeti.
Il mondo lirico diventa comunione dei sensi, eco della memoria e voce del dolore, rappresentazione delle contraddittorie e misteriose manifestazioni del vivere, infine, atto liberatorio che si tramuta in incantamento e fascinazione, offrendo una Parola lirica capace di suscitare l’animo.
Il mio ringraziamento a tutti gli Autori che hanno contribuito alla creazione di questa antologia e un augurio per un proficuo lavoro.
Massimo Barile
Presidente della Giuria del premio letterario I Poeti dell’Adda
Albo d’oro della XXX edizione del Premio I Poeti dell’Adda 2025
La Giuria della XXX Edizione Premio di Poesia Poeti dell’Adda 2025 presieduta da Massimo Barile, dopo attenta valutazione delle opere pervenute, rende nota la graduatoria finale:
Opera 1^ classificata: «Gioco illusorio» di Werner Raffaele Morelli, Cava Manara PV.
Questa la motivazione della Giuria: «Werner Raffaele Morelli, nella sua lirica, riesce ad esprimere la conversione che nasce dalla sorgente interiore capace di trasformare il senso di dissoluzione perché protesa ad una immersione nelle multiformi sembianze liriche che sospingono il pensiero verso una purificazione che conduce al senso autentico dell’umano esistere.
Durante tale processo lirico tutto soggiace al simbolico “gioco illusorio”, quasi un artifizio per “confondere la realtà” e spostarsi in una dimensione irreale dove poter “illudere” il proprio Essere.
Nella brevità dei versi della lirica deflagrano stati d’animo e percezioni di “assenze” e speranze, rivelazioni ed illusioni, ed emerge la consapevolezza d’una volontà di scoperta e disvelamento del mondo reale, delle sue metamorfosi, delle misteriose illuminazioni dell’animo». Massimo Barile
Opera 2^ classificata: «A tre strati (Spirito – Anima – Corpo)» di Sergio Baldeschi, Montecerboli PI.
Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Sergio Baldeschi si compone di tre tempi lirici e la sua Parola, sempre profonda e raffinata, irrompe in una dimensione sospesa messa a disposizione dalla poesia.
La visione poetica ricerca “frammenti d’eternità” in una sospensione incorporea che “trascende” il tempo e la sua percezione lirica si trasforma in “canto siderale”.
Nel secondo tempo della composizione la visione lambisce le “pieghe invisibili dell’Essere” e l’anima diventa simbolicamente un “papiro di coscienza” che conserva le vibrazioni d’un nucleo primigenio.
Nell’ultimo tempo la percezione di tali evidenze conduce ad una rinascita ed il mondo interiore si tramuta in “plasma emozionale”, tra frequenze e vibrazioni d’una “genesi senza fine”, in una fusione cosmica con il mistero della Vita e dell’Universo, nella vertigine immane d’una dimensione sacra». Massimo Barile
Opera 3^ classificata: «Rane di carta» di Roberta Denti, Mulazzano LO.
Questa la motivazione della Giuria: «Le molteplici metamorfosi dell’essere umano sono attimi di vita al cospetto del tempo che scorre inesorabile, che fagocita ogni cosa, tutto plasma e tutto consuma, indiscusso dominus della nostra vita.
Davanti alla limitante finitudine dell’essere umano non rimangono che la memoria ed il sogno: ecco allora che i simbolici origami, “adagiati sulle ginocchia turgide” del protagonista, quasi immobile sulla sua poltrona al cospetto del mondo, diventano paradigma della precarietà e della fugacità del vivere in una lenta immersione nella memoria che riconduce alle “sere di fine estate” quando cercava le rane, si divertiva a “stanarle nel buio”, tra “more tardive” e odore di campagna.
Roberta Denti coglie fedelmente tali percezioni liriche con profonda umanità e sensibilità, offrendo la sua Parola lirica capace di suscitare l’animo». Massimo Barile
Opera 4^ classificata: «So che non avrà» di Gian Albo Ferro, Rosolina RO.
Questa la motivazione della Giuria: «La lirica di Gian Albo Ferro è pervasa d’un senso di solitudine e la simbolica percezione di tale “assenza” riconduce ad una figura lirica che non potrà mai essere sostituita.
In tale dimensione di lacerante sofferenza rimane soltanto “un’ombra stagliata/contro un orizzonte incerto”, ammantata dal “silenzio” generato dalle “attese” dell’umano vivere.
Gian Albo Ferro fissa, in modo perfetto, tale condizione esistenziale, grazie ad una Parola che diventa espressione pura delle sue profonde intenzioni liriche». Massimo Barile
Opera 5^ classificata: «S’alza il mio grido» di Marilena Parro Marconi, Sacile PN.
Questa la motivazione della Giuria: «Marilena Parro Marconi propone una poesia fortemente percepita nel cuore e profondamente sentita nell’animo.
Si avverte chiaramente il suo desiderio di offrire una testimonianza forte e vibrante che sia atto di comunione e riconciliazione tra gli esseri umani: la difesa della vita, il superamento dell’odio, la necessità di vivere nel rispetto dei valori fondamentali dell’umanità.
Durante tale processo lirico emergono la volontà di illuminare il suo luminoso universo emozionale e la propensione a sperare in una rinascita, in un vento nuovo che diventi “brezza d’amore”, capace di eliminare l’odio e la violenza». Massimo Barile
Opera 6^ classificata: «Secondo anniversario» di Saverio Rosso, Gaiola CN. Questa la motivazione della Giuria: «La lirica di Saverio Rosso coglie e fissa una condizione esistenziale di lacerazione dell’animo fortemente percepita, tra “impetuosi strali” e malinconiche silenti vibrazioni dell’animo.
La vita è un percorso faticoso, un’ardua impresa tra dolore che sconquassa e “amore terreno ed etereo”, tra dedizione e rifugio del mondo interiore: l’atto salvifico diventa un sospiro “sussurrato” che conduce alla grazia divina». Massimo Barile
Opera 7^ classificata: «Dolore» di Francesca Laurenti, Bologna BO.
Questa la motivazione della Giuria: «La lirica di Francesca Laurenti assume le forme d’un percorso esistenziale che deve fare i conti con il tempo che “sfugge nell’attimo di una distrazione” e, poi, con lampi ed illuminazioni generate dalle molteplici manifestazioni del vivere.
Durante tale processo si avverte la difficoltà di trovare il luogo dell’anima, l’oasi mentale dove poter riflettere e ritrovare sé stessi, per combattere l’inquietudine e la negazione delle emozioni.
Nelle metamorfiche situazioni della vita sovente “siamo ciechi e siamo sordi” quando guardiamo la realtà e ascoltiamo il nostro cuore, ed ecco allora che creiamo una condizione esistenziale oscura dove ci inabissiamo: tale processo dovrebbe essere ribaltato per farci comprendere che le “ombre” devono essere dissolte dalla “luce” della vita». Massimo Barile
Opera 8^ classificata: «Acqua di mare» di Sisto Ghedina, Cortina d’Ampezzo BL.
Questa la motivazione della Giuria: «Nella lirica di Sisto Ghedina la simbolica “acqua di mare” con il suo flusso originario, fonte di vita primordiale, accoglie e guida il poeta diventando un processo salvifico che allontana dalle “tenebre” e riunisce le anime che “vibrano all’unisono”.
La dimensione onirica si miscela con le vibrazioni dell’anima che devono essere scoperte, con le sensazioni che nascono dal silenzio, con le percezioni che si ritrovano nelle metamorfosi della vita: la visione poetica richiama tali evidenze e la sua Parola è capace di distillare l’intima sostanza lirica». Massimo Barile
Opera 9^ classificata: «Cenere» di Gioacchino Eduardo Lazzara, Palermo PA.
Questa la motivazione della Giuria: «La lirica di Gioacchino Eduardo Lazzara riconduce ad una simbolica visione dove “l’abbraccio profondo” con il “grembo del mondo” diventa afflato universale, status di vita in un “corpo mortale”: il processo vitale si dispiega nel continuo alternarsi, nel suo ciclo misterioso, nei ricorsi che sospingono il pensiero e nelle trasformazioni che scandiscono il percorso della vita.
“Cenere alla cenere” ed Il nostro corpo diventerà parte d’un simbolico giacimento spirituale nel “destino dell’umanità”: siamo semplice pulviscolo cosmico e ritorneremo ad essere un granello che fluttua nel mistero dell’Universo». Massimo Barile
Opera 10^ classificata: «Ritratto di Uomo» di Francesco Feola, Pontedera PI.
Questa la motivazione della Giuria: «Le stagioni della vita “riecheggiano” nei versi della lirica e diventano espressione fedele dell’animo del poeta, tra echi di memorie, percorsi nel tempo dell’esistenza, immagini che riemergono nel fluire delle parole, miscela di riflessioni e considerazioni che nascono dal mondo interiore.
Francesco Feola crea una vibrante substantia lirica protesa a difesa della figura del protagonista, pronto a lottare nell’arena della vita, fino ad immolarsi per difendere il proprio pensiero». Massimo Barile