Homepage personale di

Autori Vari




Antologia delle più belle poesie del Premio I Poeti dell’Adda 2018


In copertina: Il Fiume Adda. Immagine di Danilo Rossetti Pixabay CC0 Creative Commons


Indice

Prefazione a cura di Massimo Barile – Albo d’oro della 24^ edizione del Premio – F. Massimiliano Andreoni – Sergio Baldeschi – Anna Maria Brughitta – Carlotta Calcagno – Elisa Cason – Giovanni Codutti – Maria Colombo LGE – Emanuele Cortesi – Francesca Croci – Michele Deodati – Daniela Di Bonaventura – Marco Frison – Marianna Gagliano – Giuseppe Galdino – Lucia Ingegneri – Marco Michele Lanz – Elisabetta Liberatore – Silvana Licari – Lucia Lo Bianco – Alberico Lombardi – Giuseppe Macauda – Sara Mantero – Chris Mao – Dario Marelli – Demo Martelli – Floriana Menozzi – Natascia MilaniAmedeo Millefiorini – Raffaella Pallamolla – Maria Teresa Piccardo – Lucio Postacchini – Flavio Tamiro – Enrico Trivoli – Marian Ciprian Zisu


Prefazione

La presente antologia rappresenta una testimonianza offerta dagli Autori che, con le loro composizioni poetiche, hanno permesso la realizzazione del premio letterario «I Poeti dell’Adda», promosso da «Il Club degli autori».
Desidero rivolgere il mio apprezzamento a tutti gli Autori che hanno proposto le loro liriche con la volontà di alimentare il contenuto poetico delle esperienze esistenziali che illuminano il cammino.
Quando la poesia viene sentita nel profondo dell’animo si penetra in una dimensione superiore e si cerca di raccontare la vita attraverso la personale testimonianza dell’universo emozionale custodito dentro ognuno di noi.
Il flusso continuo di tali segnali emerge chiaramente nelle liriche presenti in questa antologia e dimostra l’importanza di tale processo creativo.
In queste liriche ritroviamo i sommessi recuperi memoriali e le intense emozioni, le inquietudini e gli smarrimenti, le sofferenze e le speranze, le immancabili illusioni e i sogni infranti, le passioni ardenti e l’amore assoluto: tutto si miscela e conduce all’urgenza di interpretare la realtà circostante, al desiderio di raccontarsi, oscillando tra complessi stati d’animo e illuminazioni liriche, senso d’abbandono e visioni malinconiche, sulla linea di confine tra canto d’amore e visione poetica che nasce dal cuore.
Il processo lirico viene proiettato verso una nuova dimensione grazie ad un flusso continuo d’emozioni e le composizioni rappresentano la meravigliosa offerta dei poeti al mondo della Poesia.
Ecco allora che il mondo poetico diventa comunione dei sensi, rappresentazione dell’amore e voce del dolore, atto liberatorio che si tramuta in fascinazione.
Il mio ringraziamento a tutti gli Autori che hanno contribuito alla creazione di questa antologia e un augurio di proficuo lavoro a coloro che hanno cercato di preservare uno spazio da dedicare alla Poesia.


Massimo Barile
Presidente della Giuria del premio letterario I Poeti dell’Adda


Albo d’oro della 24^ edizione del Premio

La Giuria della ventiquattresima edizione del Premio di Poesia I Poeta dell’Adda, presieduta da Massimo Barile, rende noti i risultati del concorso.

Opera 1^ classificata «L’arredo» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (PI).
Questa la motivazione della Giuria: «Sergio Baldeschi è poeta che percepisce l’impulso lirico nel profondo del suo cuore, che vive e penetra l’universo emozionale generatore della poetica, costantemente illuminata dalla sua Parola, capace di suscitare l’animo.
Sergio Baldeschi è consapevole che la vita può innalzarti alla gioia suprema, ma può anche schiacciarti come una lattina vuota.
Ecco allora che il “funambolico equilibrio” sul filo dell’esistenza, tra dolce recupero dei ricordi dell’infanzia e velata nostalgia, diventa simbolico atto salvifico che dissolve la realtà del presente, del quotidiano vivere in un “obsoleto arredo di una fabbrica”, alienante condizione che “macera i sogni in polvere”. Il poeta è sempre solo, come un “naufrago” in un mare di tormenti e chimere, proteso a risalire fino alla fonte del “prodigio”, ad elevarsi alla dimensione sognante, quasi a voler tornare indietro nel tempo e ritrovare “quel bambino/che del mondo…aveva fatto il suo arredo”». Massimo Barile

Opera 2^ classificata «Monologo notturno» di Elisabetta Liberatore, Pratola Peligna (AQ).
Questa la motivazione della Giuria: «Elisabetta Liberatore propone una poesia che rappresenta un “monologo”, duro e spietato, tagliente come bisturi che viviseziona i pensieri notturni, tra gelida atmosfera e “istanti graffiati” dalla superficie dell’esistere.
Nel processo lirico dominano l’atmosfera silente e l’algida percezione d’una siderale distanza, “raggelati i tuffi del cuore” e “sigillate” le speranze, mentre la sua Parola entra nel vortice d’una vertigine immane: “Non rimangono che preghiere/erranti in un labirinto di lucerne…”». Massimo Barile

Opera 3^ classificata «Infine…» di Marianna Gagliano, Corigliano-Rossano (CS).
Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Marianna Gagliano recupera l’ultimo bagliore dei “versi/già ripetuti e scritti mille volte”, ammantati di “ricordi” e pervasi di immagini che rappresentano gli “amati volti”. Emerge la consapevolezza che il tempo scorre inesorabile, tutto consuma e dissolve, inutile la nostalgia e ancor più vana ogni illusione per i “giorni ormai passati”: non resta che il sigillo lirico, capace di tramutarsi in substantia esistenziale, in quella meravigliosa “immensa gioia per aver amato”». Massimo Barile

Opera 4^ classificata «I tulipani di Lisse» di Dario Marelli, Seregno (MB).
Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Dario Marelli è dedicata alla figura di Anne Frank e, quel personale universo segreto, tra turbamenti e “speranze recise”, assurge a simbolo dell’umanità umiliata, quando l’Uomo è contro l’Uomo, quando l’orrore cerca di annientare ogni barlume di dignità: l’essere umano diventa una res, da trasportare su treni merci blindati, da annientare e disperdere al vento, come cenere che ricade sull’umanità intera.
Dario Marelli recupera il barlume di umanità e dignità, offrendo l’immagine dei tulipani nei campi di Lisse, fluttuanti al vento e sgargianti sotto il cielo, autentico inno alla gioia e alla “vita”». Massimo Barile

Opera 5^ classificata «Sine die» di Chris Mao, Ormea (CN).
Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Chris Mao, necessita di decodifica e attenta analisi in relazione alle profonde intenzioni del poeta, quando scrive che “il bisogno d’amore tracima/dal secchio dell’ordine quotidiano”, diventa preda del tempo, tra abitudini e rinunce.
Le molteplici manifestazioni del vivere sprigionano dal cuore “orgoglio e bellezza”: ecco allora che, nella visione del poeta, diventano “antidoti per ogni pena”, quando genesi ed evoluzione si dissolvono, proprio come il riscatto e la vendetta». Massimo Barile

Opera 6^ classificata «Elegia marina nella deriva dell’infamia» di Francesca Croci, Predazzo (TN).
Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Francesca Croci diventa simbolo d’una dimensione esistenziale che vive una sospensione, tra abisso lirico e vertigine immane, nella quale non v’è distinzione tra desiderio e sogno “negato od agognato” perché tutto è solo infernale caduta. La condizione lirica diventa decretazione d’una donna sospesa su “abissi d’acqua”, nessuna resistenza perché il sollievo è nel lasciarsi abbandonare al flusso, dopo il dolore a lungo “trascinato” e ormai dissolto dal tempo: la visione della poetessa non ricerca un approdo salvifico, non desidera un’isola dove rifugiarsi, nemmeno vuole affidare un messaggio di speranza, ma solo constatare l’inevitabile destino con i versi “galleggio stancamente/ormai sola/su questa buia paura senza sponde”.
L’umana verità è nella chiusa della poesia: verrà il tempo in cui tutti voi farete i conti con la vostra paura». Massimo Barile

Opera 7^ classificata «Come libero vento» di Lucia Ingegneri, Monza (MB). Questa la motivazione della Giuria: «La Parola di Lucia Ingegneri nasce dal cuore, sincera e limpida, e la sua poesia vola libera, proprio come il vento, nel cielo infinito, tra le “magiche emozioni”, oltrepassando il travaglio dell’esistenza, attraversando l’anima. La sua poesia è illuminata dalla “fiamma della vita”, dai sentimenti nel loro significato più autentico, dalla sostanza invisibile dell’Amore che nutre la sua anima, riscalda il suo cuore, illumina la sua poesia». Massimo Barile

Opera 8^ classificata «Babbo» di Maria Colombo LGE, Bovisio Masciago (MB).
Questa la motivazione della Giuria: «Maria Colombo offre una poesia dedicata al ricordo del padre, pervasa di infinita dolcezza e dolce recupero memoriale, capace di alternare parole struggenti e rappresentazione lirica della figura dell’amato “babbo”, che diventa simbolico “porto misericordioso”, seppur “curvato dalla malattia” e affaticato dal peso degli anni. Nella visione lirica le lacrime del padre si tramutano in “cristalli di luce”, capaci di creare spiragli luminosi nel travagliato percorso di questa vita». Massimo Barile

Opera 9^ classificata «09° class «La strada degli anni» di Giovanni Codutti, Feletto Umberto (UD).
Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Giovanni Codutti diventa rappresentazione del percorso esistenziale, reso con pochi versi nei quali la “strada degli anni” si può paragonare alla sabbia nella clessidra, che lentamente, ma inesorabile scorre verso il basso, ricordando che il futuro si “restringe”.
Il “sentiero” della vita deve fare i conti con le “ombre” che diventano sempre più incombenti, fino al momento dell’ultimo abbandono “dove l’andare/si perderà nell’essere/in chissà quale altrove”». Massimo Barile

Opera 10^ classificata «Ti vedo ancora lontano» di Lucia Lo Bianco, Palermo (PA).
Questa la motivazione della Giuria: «Lucia Lo Bianco offre una poesia pervasa d’amore, unico e assoluto, autentica fusione di due anime che supera il tempo, e il verso che apre la poesia, “ti vedo ancora da lontano”, ne è il simbolo lirico.
Il ricordo è presente nel cuore e nell’anima, ancora forte e dirompente, come se il tempo non fosse passato; il suo sorriso luminoso pare un “raggio di luce”, e lei sembra ancora sentire sulla pelle i “baci caldi” e la gioia del corpo stretto nell’abbraccio: un autentico volo d’amore divino». Massimo Barile


Antologia del Premio letterario Poeti dell'Adda 2019


Il Club degli Autori - Concorsi Letterari - Montedit - Consigli Editoriali - Il Club dei Poeti
Chi siamo
La Rivista
La voce degli Autori
Tutti i nostri Autori
Per iscriversi
ClubNews
Il notiziario gratuito
Ultimi inserimenti
Homepage
Avvenimenti
Novità & Dintorni
i Concorsi
Letterari
Le Antologie
dei Concorsi
Tutti i nostri
Autori
La tua
Homepage
su Club.it