Antologia del Premio letterario Poeti dell'Adda 2011

di

Autori Vari


Autori Vari - Antologia del Premio letterario Poeti dell'Adda 2011
Collana "Le Schegge d'Oro" - Le Antologie dei Premi Letterari
15,5x21 - pp. 62 - Euro 18,00
ISBN 978-88-6587-1997

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Antologia delle più belle poesie del Premio I Poeti dell’Adda 2011


In copertina: illustrazione di freeimages.co.uk



Antologia del Premio letterario Poeti dell'Adda 2011


Paolo Azzurrini

Bistrot di stazione

Il profumo di una miscela di caffé mi ha portato verso di te.

Il tempo di “gustare” il tuo solare sorriso sul tuo dolce viso,
quando una voce metallica mi ha ricordato che il biglietto è già
stato obliterato; e con la tristezza nel cuore, con la mente ho
stampato sulle tue labbra un bacio veramente desiderato.


Anna Dusca Bassignani

La grande quercia (a Giorgio)

Forte come la Grande Quercia,
lo guardo e un po’ sorrido.
Sembra bambino a volte,
a volte è uomo.
Protegge i giovani virgulti
germogliati ai suoi piedi.
Sorride ad ogni nuovo traguardo,
piange il suo cuore
ad ogni passo falso,
ma fiero
mai mostra la sua sofferenza.
E quando il giorno volge a sera,
apre le stanche membra,
si scioglie in un abbraccio e
tutto ammanta dell’amor suo
sincero e un po’ spartano.

21 Luglio 2011


Maria Teresa Bonifazio

Vento d’autunno

Il vento fischiando si insinua nelle forre
e gli uccellini cercano riparo tra le
fronde degli ulivi.

La vite avvinghiata al pergolato
ha perso tutte le foglie colorate.

Sentore di fascine bruciate nella
campagna ove sull’albero spoglio
permane l’arancio vivo dei cachi
maturi; un bel esemplare di naturale
albero di Natale.

Il vento trascina le nubi irrequiete,
come tante pecorelle percorrono
il cielo coprendo di bianco e di grigio
tutto l’azzurro.

Passeri arruffati se ne stanno posati
sui fili della luce riuniti come per
riscaldarsi e farsi compagnia.

Soffiando e frusciando penetra
in ogni fessura il vento,
e fuori nel giardino e nella campagna
sibila e squote le compatte fronde
dell’abete argentato.

L’autunno m’intristisce perché al contrario
degli uccelli non posso emigrare e spero
in un inverno non troppo rigido.

Insofferente uno stornello solo s’invola
perdendosi nel grigio nebbioso della valle
e l’anima è sogno di vita, alito perenne di vento.


Antonio Cannistrà

Nell’Eden

Festoso svolazza il pettirosso nel giardino,
petali di rose e fiori dai mille colori formano
un imponente tappeto profumato, ove tu
cammini a piedi nudi.
Nei tuoi occhi, colore del cielo, brilla
la purezza del tuo essere ultraterreno;
La corona di fronde poggiata
sui tuoi ricci dalla dorata chioma;
Il tuo vestito di niveo merletto, danno
albore ai più remoti angoli foschi.
Volgi a me lo sguardo, non dici nulla,
tendi il palmo, come un bimbo sorreggendomi
per mano mi porti nell’iride del magnifico
Eden.
All’improvviso un rombo acuto rompe il
melodico canto dei fanelli;
Apro gli occhi, è notte fonda e turbinosa,
fuori piove, con la mente delimito i rumori
dei tuoni, dolcemente chiudo le palpebre,
gratificato da esuli pensieri, mi addormento di nuovo
pensandoti Divina Madre.


Filippo Celati

Opera Segnalata

L’essenza perduta

Gocce di luna piangono amori tenebrosi,
maschere goliardiche ridono nelle tenebre,
luci come zampilli trovano sentimenti nascosti,
il tempo divide sorrisi perduti,
volano trasparenti essenze profumate,
l’anima combatte ombre passate,
il cuore divelto scaglia vulcaniche passioni,
mani calorose arrivano ai confini del connubio di terra e
cielo,
gli occhi perdono il loro sapore inebriati da candide luci,
sinuoso il tocco ascolta odi di dannati,
purgato da fonti lisergiche cerco la via,
ascolto introspettive voci che dagli abissi urlano,
calme acque si trasformano in mari tempestosi,
la follia della ragione viene sopperita dall’amico istinto,
orde di barbariche nervature si avvolgono a emozioni
femminili,
vengo trasportato dove i battiti respirano le radici dei frutti,
assaporo la vita nell’unica bolla di sobrio coraggio,
ebbro di salvezza eterna cado sopra fuochi tentatori,
la pioggia di eternità lava il sangue mio,
mi elevo a puro spirito,
tormentato sospiro innanzi alle porte della salvezza,
amo e immortale sorvolo la mia vera essenza.


Franco Frainetti

Opera Segnalata

Mani di fanciullo

Nelle mie mani
vene contorte
come rami
riecheggiano il tempo
dei miei anni
e i ricordi racchiusi nel cuore
sono immagini vibranti,
estasiate emozioni,
riaffiorano ai margini
di un sole che
tiepido si spegne
sopra le stesse pietre
che accarezzai
con mani di fanciullo.


Gianluigi Melucci

Quel piccolo convitato di vetro

Eccolo lì
Ogni volta
Sempre lì
A mezzodì
Quel piccolo
Convitato di vetro
A schermo piatto
Che pranza con noi ,
Che ci allieta la giornata ,
che elude la nostra quotidiana solitudine ,
che ci rende partecipi del globo ,
che colora la nostra amena cucina ,
rifugio dalle tossine del giorno ,
che modula i nostri pensieri…..

Invece oggi
Ho spento
Il piccolo schermo
Ben contento di parlare
Con zia Nenè
Rientrata
Dal luogo
Ove tutte le persone
Son tristemente uguali
E di veder rincorrere
La mia piccola Lilly
Una pallina colorata.


Amedeo Millefiorini

Nostalgica melodia

Mi sono svegliato di notte
come ormai mi capita spesso.
Ho letto con interesse
le cose che più amo;
ora ascolto piano alla radio
una canzone degli anni ’60.
La sua armoniosa melodia
mi fa tornare indietro nel tempo,
lontano, a quando ero ragazzo.
Allora sognavo una vita straordinaria,
facevo di nascosto tanti sogni meravigliosi
e aspettavo il mio grande giorno
che certamente non verrà più.
Ora vivo sereno con i miei affetti
e le mie care abitudini;
ogni tanto volo lontano con la fantasia
nei luoghi che ho visitato
o ripenso a qualche istante del passato.
Non faccio molti programmi per il futuro,
spero solo di vivere a lungo
vicino alla mia moglie adorata;
desidero che il tempo trascorra quieto
e il più lentamente possibile,
senza troppi dolori e dispiaceri.
Perciò me ne sto tranquillo nel buio
e vorrei che questa canzone
mi cullasse ancora un poco
con la sua nostalgica melodia,
che mi riempie il cuore
di cari ricordi e di dolci speranze.


Rosa Parlato

Se fossi…

Se fossi un pittore
dipingerei le stelle
sulla tela di ogni cuore
e se fossi un poeta
è proprio lì
che alle stelle canterei
un inno alla dignità
di ogni creatura.

Se fossi un pescatore
in alto getterei la rete
e lascerei vibrare tutte le stelle
nel cielo di ogni casa
fino a far tornare la pace
e se fossi un bambino
mi perderei in quell’incanto
che solo ai piccoli si può rivelare.

Se fossi un compositore
accompagnerei tutte le note
sul pentagramma stellato di ogni vita
e se fossi solo un piccolo trillo
ogni giorno,
come se fosse il primo,
da un cuore all’altro
lascerei planare un Amen.

Se fossi un piccolo fiore
solo a Dio rivolgerei il mio sguardo
e su ogni petalo lascerei che scriva,
per te, chiunque tu sia:
«Ti Amo!»

…e se fossi anche solo un piccolo petalo
è nelle tue mani che vorrei ritornare, Signore.


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