Antologia del Premio Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2021

di

Autori Vari


Autori Vari - Antologia del Premio Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2021
Collana "Le Schegge d'Oro" - Le Antologie dei Premi Letterari
15,5x21 - pp. 64 - Euro 10,00
ISBN 9791259510945

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Antologia delle più belle poesie del Premio Il Giro d’Italia delle Poesie in Cornice 2021


Antologia del Premio Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2021


Lucia Elvira Carrubba

Diversamente uguale

Ali tese e pesanti,
spicco il volo tentennando,
non mi alzo su nel cielo,
ho paura, vedo un velo.
Sono solo, cerco, provo.
Mi affanno, non volo.
Ma quando sono sul punto di cadere,
ecco, da lontano,
qualcosa inizio a vedere.
Scorgo dei dipinti a mano in movimento,
dai colori variopinti,
forse è il vento.
Chiudo gli occhi,
mi lascio cadere,
sfioro le nuvole leggere.
Ad un tratto mi sento sollevare,
leggiadre divengon le mie ali,
riprendo a volare.
Sono desto o sto sognando?
No.
Sono solo fortunato
di essere un gabbiano amato,
che si alza su nel cielo,
ormai senza velo.
Sono solo fortunato
di essere un gabbiano speciale,
che si leva prominente
da oriente a occidente,
quasi birifrangente.
Non sono più solo.
Adesso volo.
Senza limite trascendentale,
diversamente uguale.


Adriana Centi

Eroina invisibile

Prigioniera del suo amore,
fascinata dai suoi falsi doni,
intenerita dai mendaci pianti.
Colma il tuo grembo di coraggio,
libera il cuore dal peso del dolore,
vola come una piuma al vento.
Procedi con incrollabile fermezza
lungo l’erto sentiero della vita,
scala gli innevati monti che si
stagliano minacciosi all’orizzonte,
evita l’insidioso ed infame macigno
che rende il tuo procedere incerto,
salta il vorace ed infido abisso
che fa il tuo incedere lento.
La vita è fortezza e coraggio.


La felicità

La felicità è sfuggente,
ti sfiora, ti ammalia,
conquista poi tradisce,
ti rapisce poi ti lascia.
Gioisci quando bussa al tuo cuore,
lascia che ti conduca lungo l’eterea
via della letizia, vola leggera come
una piuma al vento, vibra come
le foglie alla lieve brezza mattutina.
Le stelle si accendono e danno
luce agli occhi sul mesto viso,
il sommesso sibilo del vento
dà voce al tuo canto, che sgorga
come un rio dalla fonte e celebra
la novella e sospirata letizia.


Riccardo Del Sole

Caso

Suono di spinetta
La domenica mattina
Sovrasta la quiete della via
Verbosa melodia
Che sfugge all’orecchio attento
Evade dalla memoria
Quando le note
Si fanno evanescenti
Armonia che svanisce
In nuvola di vapore
All’incanto di settembre
Spegne divisamenti ombrosi
Che sfociano in mari neghittosi
Dominando rivoli di sogni
Inespressi


Silfide

Pallida nel viluppo
Alvo dal natio cerreto
Come pallida immagine
Al confine del mondo
Un silenzio visibile
Allumato e niveo
Si confonde con l’orlo
Incerto d’un abbaglio
Quando concezione indivisa
Solleva lo sguardo
Nell’apatia d’anfratti stranieri


Umberto Di Giacomo

Spirito libero

Libero vola il mio Spirito
sfiora le cime degli alberi
lambisce la cresta delle onde
s’immerge fra le nebbie del mattino
e insieme alle nuvole
sorvola le montagne più alte
e col vento
sconvolge ogni retto pensiero
poi s’acquieta
sulle rive del mare
rapito dai colori del tramonto
e la notte
confuso col buio
si fonde alle umane miserie
e lascia alla stolta morale
discutere sul bene e sul male.

Il mio Spirito è mare
il mio Spirito è cielo
è terra
è bene
è male
il mio Spirito è libero
il mio Spirito è l’Uomo.


Arianna Donola

Attesa silente

Come barche abbandonate alla deriva
vuote stanze dell’anima
stanno in attesa silente
che qualcuno torni ad abitarle

Porte socchiuse lasciano intravvedere
un raggio di luce quasi ad indicare la via
silenzio interrotto da passi lenti
di presenze oscure

L’anima improvvisamente si riaccende
alle curiose speranze di ascolto
inizia la danza con intuizione di note
immaginando musica nuova

Vento leggero
si leva ora intorno
melodia che pervade le vuote stanze
ubriache di luce intensa

Varcare la soglia
porte aperte invitano
forse è possibile
vola l’anima e tornare indietro non si può più


Nives Fezzardi

Coronavirus

Mi sento vuota mi sento impotente.
prendo carta e penna ma non riesco a scrivere niente.
Forse perché piange il mio cuore dal dolore
forse perché la perdita di un parente di un amico e del mio dottore
mi ha fatto chiudere nel mio dolore.
Guardo la televisione, seguo con estrema attenzione, ma al suono delle sirene.
mi sale la tensione.
Guardo nel cielo le stelle e mi dico: «Lassù ci sono solo persone belle».
Guardo alla mia vita passata e a Dio fino ad oggi sono grata.
Ho rafforzato la mia fede, noto con piacere che molta gente in Dio crede.
Ho visto tanti Angeli dai mille volti, ho visto troppe lacrime sui nostri volti.
Non ho dato l’estremo saluto perché questo “Virus” non ha voluto.
Non ho potuto abbracciare chi ha perso un caro
non posso abbracciare il mio papà
ora come non mai a me tanto caro.
Sono stata impotente, per volontà altrui costretta a stare lontano dalla gente.
Io… premiata per la mia Lotta, ora vorrei premiare chi lotta per salvare vite umane.
perché noi non siamo numeri ma vite umane.
Mi sento impotente mi sento nel cuore un dolore stridente.
Vorrei svegliarmi dicendo: «Ho fatto davvero un brutto sogno»
e gridare «tutti della salute abbiamo bisogno».
La vita è il più prezioso dei diamanti
I medici in questi momenti sono le persone più importanti.
Ti salvano la vita, si disperano quando per te è finita.
Piangendo mi ritengo fortunata, nonostante la mia vita
sia stata una lotta da quando sono nata. Dio ti sono grata.


Giuseppe Raineri

Al tramonto

Non potrai essere i miei occhi
le mie orecchie
le mie mani
i miei pensieri.
Il breve ricordo
ti illuderà
di un’effimera metamorfosi.
Il dolore costruirà mondi improbabili.
Non cedere alla tentazione
di alienazioni rassicuranti.
Sii ciò che sei,
prenditi cura di te
e non permettere che la pietà e la menzogna
alterino ciò che sono stato
nel bene e nel male,
io sarò già altrove e non potrò difendermi.
Questa vita che per me è ormai straniera
per te continua.
Salutami teneramente dal finestrino
come se solo un tempo breve ci possa dividere.
Fermo sul binario
ti risponderò con un cenno lieve
e guarderò pigramente la carrozza allontanarsi
e riprendere la corsa.
Di quello che non ci sarà mai dato sapere
nemmeno dobbiamo crucciarci.
Riprendi il viaggio e regalati una nuova vita.


Sergio Benedetto Sabetta

Grazie

Grazie,
di avermi accettato
per me stesso,
senza volermi cambiare,
grazie,
di avermi donato
il tuo tempo,
scambiando dolci pensieri,
grazie,
di avermi aiutato
nelle difficoltà del vivere,
ponendoti al mio fianco,
grazie,
di avermi sostenuto
quando dubitavo di me,
indicandomi nuove vie,
grazie,
di avermi amato.


Tiziana Sartorati

Luce

A notte fonda
accanto a un letto d’ospedale
attendo la luce del mattino
che ancora tarda ad arrivare

Il tempo mi pare assai più lento
ora che il sonno – importuno – mi invade
resisto, non mi devo addormentare

La mia speranza è tutta nella luce
attesa accanto al letto d’ospedale
mentre una mano a me stringo:

è quella di mia madre


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