Antologia del Premio letterario Città di Melegnano 2010

di

Autori Vari


Autori Vari - Antologia del Premio letterario Città di Melegnano 2010
Collana "Le Schegge d'Oro" - Le Antologie dei Premi Letterari
15,5x21 - pp. 62 - Euro 18,00
ISBN 978-88-6587-0815

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Antologia del Premio Città di Melegnano 2010


In Copertina: Opera di Mario Passarini: Melegnano, «Cortile Dameno» olio su tela, cm. 100 × 100»


Antologia del Premio letterario Città di Melegnano 2010


Valentina Alfarano

È qualcuno a vivermi dentro,
che vedo alzarsi la mattina
così lento a percepire del tempo
variazioni, della vita il suo fluire.
Invisibile lo vedo alla stazione,
cercando di adattare i piedi
alle scarpe, l’orecchio all’esplosione
febbrile di un treno che parte.

E tu non sei che apparizione,
con quegli occhi troppo celesti
le mani nelle tasche
la borsa da dottore.


Francesco Belfiglio

Dannazione

Segni inconfondibili di una luna stanca.
Stanca come me, delusa da me.
Volo su tetti bagnati,
scivolo e cado
non mi rialzo stavolta.
Resto lì con le gocce che continuano a bagnarmi.
Resto lì immobile aspettando che qualcosa o qualcuno mi porti via
Via da me.
E rimango ore gettata come una maglietta vecchia.
Lo sento solo io il mio grido.
Irrompe violento dentro l’anima.
Gatti distratti mi scavalcano.
Piccioni inebetiti mi deridono.
Ma sono belli i tetti della città.
Non conoscono limiti nella mia mente.
Sovrastano tutto incondizionatamente.
Rendendolo quasi piacevole.
Guardo lontano verso di te
Verso i tuoi occhi
Che chiedono assoluzione.
Escludono tutto il resto tranne me.
Inerme mi osservi chiedendo pietà.
A me che non so come salvarmi
Né come salvarti.
Trasciniamoci dietro le nostre ombre.
Amico mio il silenzio è salvezza.
Anima mia la quiete è vicina.


Alberto Mendes Biondo

Cartolina da Taranto Vecchia

Oh come tu fai ad odorar ancora,
profumato marchio scarlatto di donna,
che, impresso sulla carta color d’avorio,
da labbra tumide, rimani, per sempre ricordandola?

Mi ricordi lei, la mia Musa, la dolce Donna
che il cuor mio tenne seco per tutta
quella calda estate passata, sdraiati
sotto le fronde de’ l’alberi greci.

Inonda ancora l’animo mio sospirante
con ricordi dal sapor d’ellenica ambrosia,
facendomi naufragare nell’immensità
dell’amor che solo Lei sa concedermi!


Enrico Bonfiglio

Domenica

Silenzio mattutino.
Campane ridondano nell’aere.
Sorrisi falsi mi colorano il viso.
Occhi gonfi preannuncio di tempesta.
Un peso sull’anima mi contorce la giornata.
Ragazzini gioiosi davanti all’oratorio…
ricordo di un tempo passato.
E oggi…
io vomito frustrazioni e ansie
sul sagrato della mia vita.


Fine

Un sudario di tristezza mi avvolge
il cuore calpestato e ridotto in frammenti di vetro
sparsi al vento del ricordo.
Sale gettato sul corpo per non rinascere.
Mancanza di tracce del proprio ego,
nascoste tra la cenere e
la polvere di un’esistenza fallimentare.


Maria Cristina Casa

A Michael Jack… song

Luglio del sessantanove,
notizia in ogni dove:
uomini sono allunati,
sfidando cieli stellati,
solcando mari gelati,
fino a quello “della Tranquillità”.
“Il passo gigante dell’umanità”
è diventato quello di un cantante,
aerea trottola di vitalità:

Atleta del ballo
in frenetica danza
esteta cangiante
sa librarsi nell’aria
la veste sgargiante
quasi fosse in un volo
d’eterno dell’arte.
Voce d’angelo
note di
cielo
sol
re

È il mitico
legittimo
effettivo
“King of pop”.
Suo unico
primo
imperativo:
“Never stop!”.


Silvia Cipollina

Il pianto del fiume Lambro

Lunga mano
nera
della morte
s’insinua
stendendo il suo velo amaro
sulla superficie acquosa
dal fiume, fino al mare
… Densa macchia
di chissà quale inganno
nell’acqua intorbidita
dal veleno
riflette sotto i primi raggi
del tiepido sole di marzo.
Una piccola goccia…
ammicca
di disperazione
sugli occhi socchiusi
di uccelli (prima) eleganti
e di pesci (ora) agonizzanti
un’ultima lacrima innocente:
“Il pianto del fiume Labro!”.


Laura Cuboni

Non chiederti perché

Non chiederti perché le mani tremano,
forse il tempo vuole farle danzare sulle note dei ricordi.
Non chiederti perché i passi sono lenti,
forse evitano briciole disperse d’eternità.
Non chiederti perché gli occhi sono velati,
forse la luna ricama argentei riflessi nell’ombra.
Non chiederti perché ancora aspetto:
profumati di colonia e portami a ballare,
fatti rapire da infinite armonie e sogna…
Ti porterò in riva al mare
ad ascoltare storie
di onde e vento,
di sabbia e gabbiani,
di nuotare e risate,
a rincorrere aquiloni di pensieri,
ad aspettare albe bagnate di sale.
Non chiederti perché:
vivi.


Pietro De Giambattista

Giorgia

Leggera come petalo di rosa
abbandonato nel vento
ardente come focolare d’inverno
bianca come luce
e pura come acqua
d’una sorgente nascosta
a me solo nota
disseti la mia anima
e la specchi nei tuoi occhi
verdi custodi dei miei segreti.

Scrigno dei miei sogni
rivelati nei baci
profondi e traboccanti
di passione e tenerezza,
schivi i miei versi impetuosi
e li ami sottovoce.
Nel silenzio della sera
il mio nome sussurri
e con la notte giunge
la carezza delle mie parole.


Vincenzo Di Martino

Ely… Storia di strada

Ely, non ha più voglia di mangiare, Ely non ha più forza di studiare.
Non ha più senso la sua libertà, sognare ancora la felicità.
Ely… vuole morire, vuole morire.
Risente con ribrezzo l’alito ansimante
dell’orco ancor più viscido sulla sua pelle bianca e stanca,
le mani che poi frugano fin dentro e fuori l’anima,
le grida soffocate da quel bruto imbavagliata.
Il sole è diventato nero – le stelle come foglie morte
la luna non sa più di rosa – una tempesta il mare nel suo seno
un coccio freddo il cuore nel suo cuore
l’amore non per niente quello che ora sa…
Vuole morire, vuole morire.
Ely, non è musica da ascoltare, Ely, non è più voce per cantare.
Non ha più senso la sua lealtà, volare in alto con la verde età.
Ely… vuole giustizia, vuole giustizia.
Il sole non dà più calore è diventato nero
le stelle come foglie, foglie morte
la luna non sa più di rosa – il mare è in tempesta
Ely ha sempre l’orco nella testa!
Il sole è diventato nero – le stelle come foglie morte
la luna non sa più di rosa – una tempesta il mare nel suo seno
un coccio freddo il cuore nel suo cuore
l’amore non per niente quello che ora sa…
Non ha più senso la sua dignità
ed una amara vita arriverà
Ely… già sa che fare! Ely… la saprà amare!
Ely… bambina già cresciuta, cresciuta troppo in fretta
ma orgogliosa d’essere già donna, ora spalanca gli occhi al cielo
e trova la risposta, conferma, chiarezza, speranza:
“Il sole… il sole… non sarà più nero!”
il sole non sarà più nero! Le stelle splenderanno ancora!
La luna tornerà di rosa! Una canzone il mare nel suo seno!
Una canzone il mare nel suo seno! L’amore non sarà più quello che lei sa!
“Il sole non sarà più nero!!!”


Giulio Enzo Dicati

Il cuore delle cose

Così, hai voluto specchiarti nel giro della luna
per voler parlare ad una pallida compagna.

In quella falce di vita lassù, si pensava
si aggirassero anime leggiadre e meravigliose
ma mortalmente sole. Davvero una malattia
irrisolvibile e un buio che lacera l’animo,
e nonostante la diafana luce che t’arriva
tu non percepisci quel male… Ed è meglio.

E nell’andirivieni delle onde del tempo
non si spiegano i dolori che permangono.

Anche se gomito a gomito vivono e rivivono
le stesse persone con le stesse corte parole,
gli stessi sassi scagliati per generazioni che
non raggiungono mai l’obiettivo desiderato.
E anche tu, non racchiuderai mai nella mano
la scheggia impazzita che ti ha trafitto.

Si è perso il cuore delle cose, a poco a poco.
E neppure si rialzano gli animi inebetiti.
E così…
mi interroghi di sguardi chiedendomi perché
fossi io veggente o sognatore forse ti direi la
causa amara…

ma così non sarà mai…
o anima persa.


Anna Maria Ferrari

Opera 4^ classificata

Giardino d’autunno

Giorni in cui
la mia anima
assomiglia a un giardino d’autunno
mentre un vento dispettoso
spettina i pensieri,
ed i ricordi dolorosi,
come foglie morte
cadono
in un grande secchio di rame.
Cielo plumbeo,
freddo intenso,
i problemi e le angosce
del vivere quotidiano
quando l’anima è attanagliata
nel suo rigido inverno.
Eppure, nonostante tutto,
la promessa di una primavera
non troppo lontana
se si saprà guardare
oltre il difficile presente.


Federico Furlan

Peso e Leggerezza

Lotta ogni giorno
quell’uomo
che non può solo perdere
contro quelle tentazioni
che pesano meno
di tutto quello che ha.
Lotta da tempo
quell’uomo
che ha stracciato regole umane
e ha bruciato quasi se stesso
per far sorgere spirito puro
da cenere inquinata.
Continuava a lottare
la fame, la sete,
la solitudine, il freddo,
ammaliato da quella luce
che fa nascere e crescere
un granello di sabbia.
Avrà lottato
quell’uomo
per i figli che non ha,
sarà curvo sulla schiena
ma sicuro che tra due forze opposte
non vince mai la più debole.


Patrizia La Rocca

Opera 9^ classificata

Memoria

Nulla la memoria ricorda,
quanto un muro, la lucertola o la pietra,
un arbusto, una foglia:
nessuna parola può mai dire quanto
piccolo un petalo o alacre la formica
quanto fiorito un albero,
quanto pietroso un muro di pietra – e non si tratta di una questione di testa –
quanto nulla nel niente
quanto vita la vita
quanto dubbio rispecchia banale, il dubbio,
quanta perplessità la perplessità
e logora l’attesa,
le parole consunte
di vocabolari sterminati distrutti dall’uso,
dallo scarso uso, dal sistematico non uso,
quanto cercare con furia
una luce e poi, banalmente poi
il nulla,
quanto chiaro un segnale (forse quello di riconoscimento di cui parlò il poeta).
Ma nulla basta soprattutto a decifrare
la ragione primigenia, l’urlo del primo dei giorni,
il rincorrere senza sosta pretesti perché la vita si muti in desiderio
e faccia risplendere aurea la luna, scateni una danza pur temendola cieca,
faccia pulsare il cuore
parlando banalmente, d’amore.


Vanni Negro

Opera 7^ classificata

Galleggiare

Non s’impara a nuotare stando a riva
o leggendo il manuale d’istruzione.
Ti tuffi e sai che l’acqua in cui confidi
ti sosterrà se tu ti muovi e nuoti.
Ti inghiottirà se dubiti impalato
che mai possa aiutarti a galleggiare.
Tale è il segreto della nostra vita.
Tuffati nella vita con fiducia.
Avrai risposta a molti tuoi quesiti:
Il nulla non esiste. C’è uno scopo
nell’universo e nel destino umano.
Percepirai tra amicizia e disprezzo,
sentimenti di gioia e di amarezza,
riflessi d’infinito nel reale.


Michele Sacchetti

Attimo

Le poche volte che vivrai
mantieni nell’aria il timone
dei rantoli continui
tra asfittici sguardi.
Le poche volte che sarai
rompi sorde nelle sabbie
le mani ritorte dai ventri concitati
sulle mandibole del tempo.
Conterai per un attimo
un immenso attimo
raccolto difeso gridato
alla fredda voce
di un pianto idiota.


Felicità

Qualche volta
ho colto anche due rose
insieme
sui tetti lisci d’azzurro
vestiti di sole
qualche volta
ho cercato di te
dal bacone dei ricordi
via dal tempo
lontano dal cuore
molto lontano
occhi per un’altra
sogni per un’altra
unica rosa
dura a sfiorire
chiara
come i suoi pensieri,
felicità ti ho preso.


Barbara Santoni

Che bugiarda è la vita

Ma che beffa è la vita,
piena di colori, di ombre, di amori,
di istanti gioiosi e di eterni dolori,
di vite affogate nel nulla,
vite regalate a notti infinite,
vite spezzate da semplici attimi.
Che cattiva è la vita,
c’incanta di bellezze immense
inebria i nostri sensi
dei suoi profumi,
ci tiene per mano
ci mostra il sole, la luna
con il vento contro, ci fa volare,
ci fa assaporare l’alba,
del nuovo giorno
e poi ci lascia andare,
Assassina è la vita,
crudelmente mostra smisurati
prati verdi dove correre,
poi all’improvviso
d’accordo con il destino
condanna il tuo cammino
con un mostro di malattia.
E tu ferma lì,
capisci quanto è…
…bugiarda la vita…


Silvia Taras

Il giorno che passa

Ho visto giorni di fragili incertezze,
il viso rigato da lacrime sincere.

Ho spento fuochi di tenere emozioni
in giorni lontani del mio passato.

Mi sono abbandonata al tuo amore profondo
quando il tuo sguardo ha incontrato il mio.

A volte sento una musica dolce
che scorre lenta attraverso la pelle.

A volte ho i brividi per quella febbre
che scalda il cuore, ma addolora il petto.

Resto sospesa tra il cielo e il respiro,
aspetto che il giorno si addormenti sereno.


Federica Tombari

Settembre

È già sera
non più bagliori di stelle nel cielo
non più il simpatico cicaleccio
non più delicati lumi di lucciole.
Non restano che ricordi colorati
quando l’estate se ne va.
Ormai vicina l’epoca del ritiro sui libri
della sapienza ricercata.
Libera entrata al freddo inverno
che purifica le anime con il suo candore.
Non resta che aspettare la nuova stagione.


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