Le antologie
dei concorsi de Il Club degli autori

Antologia del premio Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2004

Sommario
Introduzione di Massimo Barile - Agostoni Nicla - Ammirati Michele - Angella Marco - Auddino Elena - Auriemma Luca - Baldeschi Sergio - Belluomini Miriam - Bertozzi Carmen - Biscetti Emma - Biscetti Maria - Bolia Vincenzo - Bonanomi Rina Eugenia - Borali Lisetta - Borgatelli Maria Antonietta - Bugia Giusi - Buono Maria - Cafaggi Maurizio - Cafari Panico Giuseppina - Caprari Barbara - Catarozzo Camillo - Cerani Laura - Cherchi Fabrizio - Chiereghin Sania - Ciabattini Elisa - Circiello Eleonora - Conti Felice - Coppola Rita - Corsello Emanuela - Costa Germano - Costanza Maria - Costanzini Margherita - D'Alfonso Maria Rosaria - D'Arcangelo Massimo - d'Armi Maurizio - De Vita Grazia - Di Paoli Flavio - Diotto Giuseppe - Fantin Diego - Farina Anna Valentina - Faro Giovanna - Fasolo Marialba - Fassina Gianni - Ferrara Carmine - Ferraro Federico - Fichera Claudio - Fontana Rudi - Fumarola Giacomo - Furlan Vladimiro - Gaggioli Graziella - Gega Aleksander - Genzano Francesca - Giordani Amedeo - Giudici Simona - Giuntini Alessandro - Giustiniano Mariateresa - Gotti Laura Giulia - Gravina Simonetta - BandoleroNero - Iattoni Maria - Immesi Annamaria - Imperatore Lucia - Karasso Olga - Laporta Albano - Lodato Pamela - Lombardi Domenico - Lorenzoni Sabrina - Lugli Alessandro - Mancini Enrico - Mancuso Andrea - Mangiantini Floriano - Marini Tiziana - Masilla Giuseppa - Massaro Concetta - Meloni Maria Gabriella - Merciai Giampaolo - Milone Marco - Mollo Gianluca - Nardi Federico - Nosenzo Luigi - Notarantonio Pietronilla - Nunziatini Salhi Elisa - Orlandi Luisa - Orsi Sigari Maria Luisa - Palagi Marco - Pasculli Piero - Passigato Rino - Pavan Diego - Pecman Bertok Alessandra - Perotta Francesco - Piccolo Daniela - Porrera Franco - Pragliola Nicola - Provenzale Giuseppe - Rampulla Iana - Raso Ermano - Ravasi Cristiano - Recchiuti Luciano - Renga Giovanna - Rossi Marta - Rusconi Daniela - Russo Vincenzo - Salemi Fabio - Salvatore Generoso - Sanjakdar Lara - Iago - Santini Manuel - Sarti Naide - Sassetto Francesco - Scaglia Grenna Luciana - Scandalitta Adriano - Scarfiglieri Giuseppe - Selmi Piero - Serpagli Fausto - Sezzi Andrea - Sias Daniela - Simbari Luca - Simoni Corrado - Siragusa Dario - Sirotti Mario - Sorrentini Giuseppe - Spadoni Enzo - Spagnulo Guglielmo - Tantillo Maurizio - Tonelli Stefano - Trapani Piero - Trapasso Mauro - Usai Marco - Vaghi Roberta - Valente Carmine - Verdi Giuseppe - Vicenzi Ivan - Vitto Leonardo - Volpi Rosario - Zocchi Antonio - Miranda Rigato - Canepa de Franchis Rita - Paolo Carniello
 

 
Antologia del premio Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2004 - formato 14x20,5 - pagg. 144 - Euro 18,00 - ISBN 88-8356-821-4

Risultati del Premio Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice 2004

 
Come avere l'antologia
Prefazione

La poesia deve essere sentita, vissuta, mostrata e non rinchiusa o nascosta in ambiti accessibili a poche persone.

Solo così diventa un patrimonio comune al quale attingere nuova linfa vitale come succede per «Il Giro d'Italia delle Poesie in cornice»: un concorso letterario giunto alla decima edizione. Forse è questo che spiega il continuo e crescente successo incontrato da questa manifestazione culturale che avvalora tale idea.

Non importa se qualcuno critica tali manifestazioni perchè la poesia sprigiona la sua forza in ogni caso. Non importa se il luogo è deputato alla declamazione della poesia: l'importante è che esista un luogo, uno spazio dove poter esprimersi. Il mondo disvelato nella poesia, a volte, è quello celato nella realtà e le sensazioni ed i desideri diventano espressione della sensibilità dell'animo di un poeta che rende partecipi gli altri.

Inconfutabile è l'impegno di tutti coloro che hanno organizzato e partecipato a questo viaggio delle poesie nelle piazze ed è doveroso un grazie sentito a coloro che hanno letto queste poesie col cuore.

 

Massimo Barile

 

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Luca Auriemma
 
Amo
 
Oggi mi son chiesto: "Ho mai amato?"
Ho rivisto la mia vita,
ho riletto le mie prose...
tutte parlano di te,
di un sentimento vero, fiero,
che come un monte
supera impavido il freddo ed il caldo,
la pioggia e la siccità,
sfiderà l'eterno fino
al giorno universale del giudizio!
Ho amato, anzi... Ti Amo!
Il mio amore sfida me stesso,
mi contrasta, mi pone domande,
mi offusca l'anima e la mente,
mi delizia il corpo e
mi annebbia il cuore!
Ama e se qualcuno pensa che sbaglio e
riuscirà a mostrarmi l'esatta verità dell'Amore,
io non sono uno scrittore e
nessuno ha mai sofferto per amore!  

Barbara Caprari
 
 
Opera 18a classificata
 
La strada dritta
un po' di nebbia
fa intraveder
la fine
torno indietro
ho deciso di restar nel fumo
fino a che ho scelta
 
 
La mia città
da me criticata
perché troppo diversa
da quella mia parte aliena
che sogna altrove
e la vera meta
ancor non trova
pare una culla stasera
dove ho seminato in ogni dove
briciole di quel che sono
 
 
 
Sono mia madre
sono mio padre
sono il mio maestro
sono tutto ciò che ho avuto
fino ad ora
eppure penso di avere molto
e di non avere abbastanza dato
 
 
 
Vidi solo poche volte la luce
che però si spense
per ignoranza mia
della vita e delle convenienze
ora spendo i giorni
a riscattare un po' di passato
 
 
 


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Camillo Catarozzo
 
 
Opera 29a classificata
 
Passarono gli anni
 
Ad uno ad uno
passarono gli anni
ricamati di miti e di giochi
carezzando,
con mano leggera,
un sogno di magie colorate
che ora soltanto mi accorgo
ch'è stato realtà.
Ad uno ad uno,
come pecore insonni,
nei pascoli delle illusioni,
brucarono affetti e passioni.
Nel rapido volger
di un batter di ciglio
li vidi schierati
nemici giurati
di chi li ha vissuti umilmente
con gioia e tormento.
Fuggiaschi
da un luogo lontano
e da un tempo che fu
li cercai
attraverso i ricordi sbiaditi
di un mondo sereno
e di un'epoca d'oro.
Ad uno ad uno
tornarono indietro
come figli pentiti ad un padre,
portando le briciole amare
di dolci passioni
sotto un grave fardello
di profonde e ineffabili pene.
 
 

 
 Fabrizio Cherchi
 
L'eroe
 
Rigido come un automa spento,
braccia tese,
sensi all'erta che trascurano il moto intorno,
vetta scoperta, acuminata,
dimentica del blocco sommerso
dall'onda che s'alza ribollente di marea,
lotta coi suoi grigi grandi topi,
irreali nella realtà più limpida,
veri nel labirinto oscuro del pensare.
Famelici assassini,
bloccano i cancelli intravisti nei pochi lampi lucidi,
porte aperte come speranze di bambino.
Stupendamente immoto
non volge gli occhi per seguire i suoi carnefici,
eroe di tanti fronti.
Un passo lo farebbe vivere,
e poi morire rosicchiato.
Stupendamente immoto
Sa di vegetare.
 
Ricorda una ginestra esaltata da un poeta:
quello è il suo eroismo di freddo automa
che sa di vegetare.
 

 
Morte
 
La morte non è donna dagli occhi bendati,
né falciatrice, né diavolo bitorzoluto in capo;
non è passare a vita migliore,
né salire le scale sante fino al cielo;
non è consolazione,
né espiazione,
né reincarnazione.
 
La morte è cibo fresco per i vermi,
ritmo lento di vitalità.
 


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 Sania Chiereghin
 
L'Impossibile Possibile
 
Come una furia, il mio
Corpo accanì,
Trasportando nei suoi demoni artigli
Le mie sole forze.
 
Il sole tramontò,
Il cielo si fece caldo,
I gabbiani presero a volare
Opposti al grande quadro della notte.
 
La città era popolata sotto
Le grandi lucciole della notte.
 
Mi sentii sola di troppe persone,
Che come anime non si
Trovarono più a lottare.
 
Piansi e ripiansi al pensiero,
Piansi perché io avevo cercato
Di lottare contro l'impossibile.
 
Fui creduta un'invana,
Perché ebbi il coraggio di credere
E sperare.
 
Fui creduta una foglia
Che dopo la sua caduta dall'albero
Non sarebbe più tornata
Alla sua casa.
 
Così accadde,
Solo che ora
Non sono una semplice foglia,
 
Una quercia.
 
 
 

 Elisa Ciabattini
 
 
Gli speciali
 
È fuor di dubbio:
ciascuno di noi tende a considerarsi una
[persona speciale.
 
Non a torto direi.
 
Peccato però,
che la propria peculiarità
debba spesso accontentarsi
di sparuti plausi e magri riconoscimenti esterni.
Allo stesso modo
accade
che facilmente gli altri
ci sembrino ordinari, comuni, di poco interesse.
E
decisamente debole,
è l'attrattiva
esercitata dalla normalità.
 
Solo con l'amore
ci è concessa
una singola possibilità di riscatto:
di apparire cioè veramente preziosi
per chi riteniamo altrettanto prezioso.
All'ignoto codice del cuore
è dunque commissionata
l'attuazione concreta
dell'unico stato evidentemente accomodante:
la sincera costanza
nella reciproca stima delle proprie rarità.
 
 
 


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 Margherita Costanzini
 

Lunghi silenzi

 

Lunghi silenzi impregnano
la collina addormentata.
Anche il grillo ha respirato
il freddo che assopisce
e l'erba è muta
sotto un debole sole
che subito tramonta.
 
Lunghi silenzi imprigionano
il cuore stanco.
Allodole con ali tarpate
sono le parole
che gonfiano il petto
e l'animo insicuro
aspetta che un colpo di vento
le faccia volare.
 

 
Grazia De Vita
 
 
 
Era il 13 Aprile 1958
 
Pioveva...
un uomo e una bimba
camminavano in silenzio
mano nella mano,
accompagnati solo
dal dolore di una vita difficile.
Sommesse le sue parole
"resterai solo un mese".
Frastornati da un dolore muto,
costretti dalla povertà a separarsi,
si aggrapparono alla pietà e all'amore
per impedire alla vita di sgretolarsi.
Restai in collegio otto anni.
Nel cuore
rifugio di tante emozioni
si ruppero i miei primi albori.
Urlai il mio dolore,
la rabbia ferì i sentimenti.
Muto il cielo
compì il suo delitto.
 
Ho amato mio padre
ma assomigliandogli molto
non ho mai saputo dirglielo.


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Anna Valentina Farina
 
 
Opera 27a classificata
 
 
La voce del cuore
 
Sei distante da me
come il suono dal silenzio.
Il mio cuore ti cerca
quando la mia mente tace.
Mestizia regna nell'ipnosi
delle notti.
Dormi Speranza che
il risveglio è atroce.
Ora che il resto è muto
parla il cuore sognatore,
come mare agli scogli
s'infrange l'emozione,
mi dice: "non è sale quel
che resta quando l'onda
si ritrae. È forma,
è creazione, è tremenda
assidua azione".
 

 
Di getto
 
Come onda nera
all'anima affannata
duro il sentir la realtà
che strazia.
Cervello oppresso
dall'atroce morsa
di quel fetore che
si chiama odio,
di quell'arsura che
mai non si placa.
 
 

 
Rudi Fontana
 
 
Bianco sporco
 
Mi svesto di bianco
e la luce appare
più chiara
senza il velo del mio cuore
dove il fuoco brucia lento
nonostante ancora sia spento.
 

 
Brividi
 
I brividi,
sono come la poesia...
una folata di vento
che passata,
vola via.
Ma è l'istante
che ti scuote
senza lasciare respiro,
dove si perdono le parole.
 

 
L'appanno
 
Anche se so,
che non mi ascolti,
vedo nei tuoi occhi
il mio cielo
e nelle tue lunghe e folte
chiome dorate
la luce del sole
che illumina il mio cuore
al mattino.
 
 


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 Vladimiro Furlan
 
 
 
Opera 25 a classificata
 
Dammi le mani
 
Dal cielo di piombo piove inquietudine e cenere,
ho le tasche piene di fantasmi d'ogni genere.
 
Prendi le mie mani. Sì, qui, ora, in questo posto,
non è un pretesto, è che la vita cede, fa presto.
 
Quante mani ho incontrato, che quasi direi basta:
mani d'artista, d'equilibrista, di ciclista della posta,
 
mani di vecchi senza domani, di incantati bambini,
di esuberanti giovani sognatori senza confini.
 
Tocca le mie mani. No, non è una realtà insulsa,
sono rami e gemme della mia anima che pulsa;
 
quante mani ho amato: mani stanche, mani amiche,
mani scorticate, mani incerte, timide, mani uniche,
 
mani di donne, di irriducibili mamme, di nonne,
mani prive di alcune dita, mani di femmine di vita.
 
Stringimi le mani: dentro il silenzio della chiesa,
in treno, su un prato, per strada, al bar, in casa;
 
in punta di dita, trattenendo il respiro, ascolta,
il mio cuore ti sta parlando ancora una volta,
 
no, non far così, non ridere dei nostri destini,
forse è l'ultima occasione prima che campana suoni,
 
in questi tempi, di rostri e lame seghettate,
s'aprirà l'azzurro se mani pulite ci saran donate.
 
Vieni, accostati, dì quel che ti pare, del tempo, dell'amore,
ma teniamoci per mano, per andare, ... per dimenticare.
 
 
 

Graziella Gaggioli
 
 
 
Le ali delle farfalle
 
Le orecchie son chiuse
ai lamenti lontani,
mentre Marte continua a infuriare
fra il cielo e la terra.
Le stagioni son morte
le fosse son piene
di anime nude
vestite d'inutili accenti.
Non nascono più le farfalle.
Ma le anime bianche
hanno messo le ali
per vivere ancora
in eterno,
o un giorno soltanto,
come nuove farfalle.


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Annamaria Immesi

Opera 13a classificata
 
Le mie stagioni
 
Come la larva che farfalla diventa,
la stagione del mio cuore
conosce l'inverno, che lascia il posto alla primavera,
come il baco che piano piano fila la seta, all'estate segue l'autunno.
Dolci stagioni, che della campagna il verde conoscete,
della luce dell'estate le esplosioni,
degli invernali umori, le ugge nascoste,
del tempo autunnale, le incertezze profonde,
passate su di me col passo felpato del tempo
e, non mi accorgo che, insieme, della vita volano via i giorni,
lasciando in me il sapore amaro dei ricordi.

 
Sera
 
Sera,
dalle irreali atmosfere,
ore,
alla magia del pensiero rubate,
suggestione,
di sognata realtà.
Sera,
dalle mille e mille gocce
stillate da uno sconosciuto destino,
e che io bevo, dissetandomi.
Sera,
di felicità fammi vivere un momento,
anzi qualcosa rivivere fammi
della mia primordiale innocenza,
che ancora al riparo mi teneva
dall'attuale incoerenza,
dalla corruttibile sensazione del dolore
che tutto rende opaco.
Splendere voglio vedere tutto intorno a me,
l'aria profumata del tuo bene voglio respirare,
voglio volgere lo sguardo s u ogni cosa e vedere danzare
i bagliori che, incontrollati e liberi,
a trasformare riescono la realtà,
trasportandomi così in un'altra dimensione.
 

Olga Karasso
 
Italia anni sempre
 
Ce le hanno inchiodate
tra le gambe nel ventre
sul petto
queste case di poveri
questi visi di morti
schiacciati
nel fango
questa nera tristezza nera
che non ha lacrime.
Un velo di vedova
su di una sposa
bianca.
Queste acque che crescono
crescono
ce le hanno fatte bere.
Ci hanno conficcato
negli occhi
questi lunghi cortei lunghi
questi lunghi discorsi lunghi
queste lunghe promesse lunghe
queste labbra grosse
di rantoli.
Il sole costruire là
arare là
dove ieri domani
crescono le acque
là dove la fame
è un bambino
là dove non c'è
nemmeno un dio
a raccogliere una goccia
una soltanto.
Su di un cimitero
un cimitero.
Ogni anno
questi lunghi discorsi lunghi.
 
 
 


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Albano Laporta
 
Io
 
Sento
un monotono risuono
di passi stanchi,
un respiro pesante,
affannoso e lento...
una folata di vento
confonde questi suoni,
poi li risento...
io,
nella nullità,
nullità vagante.

 
 
 
Evanescenza
 
Anche così...
all'ombra di una nube,
con i suoi segnali più inconsueti
e le forme disparate,
dai volti dell'innocenza,
agli sguardi indicativi,
al disfarsi e ricomporsi
...e poi svanire...
inglobata nell'insieme
...anche così...
anche così un sentimento
può dar vita alla sua fase...
una fase inconsueta, disperata,
innocente, indicativa,
può disfarsi, ricomporsi,
può svanire o rafforzarsi
...inglobata nell'insieme.
 
 
 
 

Domenico Lombardi

Opera 31a classificata ex aequo
 
 
Per ultimo, ogni sera, un bagnino
tira il rastrello consumato
su spiagge sporche di cicche
guardando sudato
il sudicio avanzo
come fissa epigrafe
della sua giornata.
 
 
 
Un campo arato fra rovi
vicino al fosso di immondizie.
Una zolla nera
lontano dalla festa di sempre.
Un regno.
L'uomo l'ha perso;
solo un vecchio storpio
semina rape
che forse il gelo seccherà.
 
 
 
Girasoli ormai stecchi conficcati
scoprono macchie di secco bruciato
e una vecchia sedia spagliata
fra gialla gramigna.
 
Di verde nel mio orto
resta solo una pianta di cachi marci
e due piccoli gatti
che giocano con le foglie.
 
 
 
Le nostre ombre
di china e cartone
non significano
tra avanzi
e uomini sociali.
 
Poche offerte
cadono da un sole freddo
circondato di scarpe
consumate a camminare.
 
 


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Sabrina Lorenzoni
 
 
Piove dentro e piove fuori
lacrime silenziose, senza colori.
Ma non le vedi e non le senti,
singhiozzi muti e senza lamenti.
Vivi, senza far rumore,
neanche il battito del cuore,
nulla, per spezzare
-anche solo per un secondo-
la tristezza del tuo piccolo mondo.
Lontana da tutto, dolce bambolina,
rinchiusa in una piccola scatolina,
riposta in una stanza.
Vecchio giocattolo,
nessuno sentirà la tua mancanza.
 
 
 
Siamo sempre alla ricerca
del paese dei balocchi.
Ma il giocattolo siamo noi
burattini ignoranti
marionette vaganti
che si scontrano
e inciampano
tra fili che si spezzano
in quel mondo di cartapesta.
Fuggi, fuggi,
con quel poco che ti resta.
Faccine dipinte
che corrono ovunque
verso altri mondi da vedere e da stupire
per poi, ancora una volta,
...sparire
 
 

Concetta Massaro

 

 

 

Vorrei

 

Vorrei... Vorrei... non so neppure io quello che vorrei,
forse vorrei davvero poco e non è né un capriccio né un gioco.
Vorrei rivederti ancora una volta,
ridere, scherzare, semplicemente chiacchierare,
raccontarti di me e dirti quanto mi manchi,
vorrei confessarti il bene grande che ti ho voluto
e il dolore nel perderti, incoscientemente vissuto.
Vorrei che vedessi la donna che sono
e se ho sbagliato chiederti perdono.
Caro... il mio perduto nonno affezionato,
segui i miei passi come se fossi un'ombra,
ma posso solo addobbare con fiori la tua indimenticabile tomba.
Sulle ginocchia di un ometto basso e stempiato,
dagli occhi dolci e il cuore malato,
una bambina gracilina e birichina,
adorata, coccolata, amorevolmente viziata.
La vita riserva non pochi affanni
ma il ricordo è indelebile passassero cent'anni.
Vorrei... Vorrei, ma tu sicuramente sai ciò che io vorrei.
 
 


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Luigi Nosenzo
 
 
Opera 31a classificata ex aequo
 
 
Glicine fiorito
 
Proprio non so dirti
l'azzurro del glicine fiorito.
 
Mi sorprende quel profumo
in un cortile d'albergo
e unisce vent'anni in uno
istante di colore:
vedermi lungo quella strada...
presso quel muretto...
 
Ora come allora
alzar la mano a pescare in cielo
perle di glicine in fiore.
 

 
Il Paladino
 
Oltre l'apparenza,
da invisibili fili
schierato in battaglia
o implorante amore,
della vita affronto la ventura
 
Saccente paladino
sopra un palco d'assi e di tela,
larva in armatura,
della mano che mi muove
non ho cura
 
Se dai sogni d'Angelica,
unico mio amore,
come un pupo luccicante,
alla fine d'ogni battaglia
riesco vincitore.
 
 

 
Pietronilla Notarantonio
 
 
Desiderio
 
Tutto ciò che ho è un sogno
un sogno chiuso in un cassetto
non l'ho mai aperto per non farlo volar via
è una cosa solo mia
uno sguardo lontano verso un punto senza fine
un desiderio inespresso che non oso dire
nelle giornate tristi mi fa compagnia
silenziosamente si acciambella dentro
e accarezza dolcemente il mio cuore
portandogli un nuovo dolore.

Solitudine
 
Vieni, adesso vieni, eterea creatura
vieni a me in punta di piedi
vieni nel silenzio e parlami
sussurra al mio cuore
riempilo di sogni e di illusioni
vieni, adesso vieni,
siedi al mio fianco e taci
non voglio sentire, non voglio udire
non un suono, non una parola
solo il ticchettio dell'orologio,
vieni, adesso vieni
a lenire il mio dolore
vieni, adesso vieni,
e fammi compagnia
solo questo voglio
vieni, adesso vieni
vieni a me, compagnia di ieri
di oggi di sempre
accarezzami dolcemente
tendimi le braccia
e tienimi con te.
 
 
 

 


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Alessandra Pecman Bertok
 
 
Il grande albero
 
All'ombra del grande albero
molte volte ho riposato.
Tra le sue rigogliose fronde
molti uccelletti han stornellato.
Nei giorni di calura,
come in quelli di frescura,
un'eterea fragranza
all'aria ha donato.
Il destino attende beffardo:
un fulmine a ciel sereno
ha inviato
ed il grande albero è spirato.
Han smesso di cantare gli augelli
e nell'aria non c'è profumo...
Non riposerò più
sotto la sua chioma,
ma il ricordo del suo affettuoso abbraccio
resterà sempre in me.
 
 
 
Tempo
 
Il tempo mi fugge
e vola lontano
come un gabbiano
che con un battito d'ali
sopra l'infinito mare
volteggia malinconico.
 
 
 

Daniela Piccolo
 
 
 
Donna
 
Partorisci amore
nasce una vita
lo travagli nell'esistenza del tempo
continua la vita
bella, il mondo rincorre il tuo fascino
inganno del suo girotondo
ma tu lo fermi e gli doni amore
lo allatti nutrendolo di trasparente siero puro
ma il suo giro lo macchia
e cresciuto ritorna a te
uomo a cavallo del mondo
ferito nel suo orgoglio
con occhi in cerca di dimora
e tu lo accogli nel tuo ventre
e ne partorisci ancora.
 
 


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Iana Rampulla
 
Primavera
 
Come sogno presentatosi a prima sera,
primavera col bel sole, si presenta in questi giorni.
Non è pronta questa terra ad aprir le porte al caldo.
Rannicchiata è ancor dolente, da quel freddo che l'invecchia,
col suo sonno e l'abulia.
 
Anche i cuori sono mesti, per quest'aria, tanto fredda;
Anche i nasi, della gente, sembran fiumi vorticosi,
per il vento che li batte e il gran freddo che li arrossa.
È il momento di passaggio; e natura ne risente.
È un fluire evanescente, d'oscure tendenze, alla chiarezza.
Mentre i corpi, esaurito lo sconforto, espellono tossine d'ansietà.
 
Ma...
 
Come tutte le cose, che un bel giorno se ne vanno,
quest'aria gelatina, che regnato ha per giorni, passerà una mattina,
lasciandoci sbuffanti, alle calde folate di scirocco.
 
Auree dolci tanto calde, siederan poi, sui loro troni.
Rigettando quello scuro, che opprimeva i nostri corpi.
È il risveglio di natura, agognato da ogni campo.
È la nascita giuliva di pensieri nella mente.
È larghezza d'ogni cuore, che risente la poesia.
È l'amore per la terra e per quel che in essa c'è.
 
Benedetta primavera, tanto attesa dall'umano;
Ci riporti quei germogli, che per noi sono vita.
Nell'umano del pianeta, la radice è la terra.
E al risveglio di natura, anche l'uomo si risveglia.
Dopo mesi di letargo, mentre il freddo impazzava,
questa terra con l'umano, si trovava senza sprone.
 
Tutto tacito e assonnato, da quel freddo folgorato,
nessun passo andava avanti, nessun seme germogliava;
Aspettando con pazienza, che quel sole riscaldava.
 

Cristiano Ravasi
 
 
Opera 31a classificata ex aequo
 
 
Specchio
 
C'era uno specchio: Biancamano
L'uccise.
 
Affaticano in testa gli affanni
Dei tuoi mille rimorsi
 
E il ricordo scompare
Lungo i muri giallastri
D'una scuola di suore.
 
Finisce l'età e con sé la
Sua epoca.
 
L'istante d'amore risfaglia
E noi spesso si parla
Adducendo tra i verbi il vocabolo "ieri".
 
Vivo allora a donarti quei sogni
A te cari, il cuore...
E con sé i più dolci frali pensieri.
 

 
Tempi di Trieste
 
Un pallido sguardo di sole
Allungava le ombre del
Viso,
Il tuo, e poi fu la sera.
La linea degli eventi
Ha immortalato il tuo tempo.
O il nostro? (Fugacemente svia).
Evanescenti com'esuli desideri
Scompaiono i tuoi occhi
Fra l'oscurità
Ed io fermarli non posso!
 
 


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Naide Sarti
 
Opera 31a classificata ex aequo
 
Reo
 
Ti sei posato sul mio cuore
dopo aver sorvolato,
con le tue ali di farfalla
ampi spazi e bianche solitudini.
Io solcavo cieli logori
e con le dita
scavavo solchi sulla mia fronte.
Masticavo avanzi di feste
ballando a piedi nudi
mentre il sole si stiracchiava, annoiato,
mandando strani bagliori
che giocavano tra i miei capelli.
Avevo urgenza sentimentale,
arsura d'amore,
e mi sono abbattuta su di te
reo di avere catturata
la mia passione.
Da rassegnata sognatrice
ti ho creduto,
ma con le tue mani grandi
hai premuto sul mio corpo
e, spingendo forte,
mi hai uccisa.
 
 

Luciana Scaglia Grenna
 
 
 
...Ricordo...
 
I tuoi occhi disperati,
ormai sfiduciati,
si perdevano nei miei,
...pieni di lacrime.
Il ricordo riaffiorava,
sembrava... sepolto,
ma, solo adesso
so che è impossibile
...dimenticare.
Momenti troppo devastanti
hanno lacerato
senza possibilità di
...rattoppo...
 
Forse il ricordo
doloroso ma consapevole
aprirà, finalmente,
uno squarcio di luce
in mezzo a tanta amarezza
...bruciata.
 


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Piero Selmi
 
Ad un bimbo mai nato
 
Forte strinsi un lampione isolato
una sera di una certa stagione
bianco in volto e non ero malato
non uscivo da nessuna prigione
 
Lei mi disse mi son tolta il pensiero
son svaniti tragedie e sudore
vai pure ciao, sto bene davvero
vai pure ciao, con il viso migliore
 
Passò un minuto insieme alle ore
io vidi in cielo una strana visione
di un possibile autentico amore
di un fiore nato troppo fuori stagione
 
Non ricordo se davvero piangevo
però un nome l'avevo già dato
la sconfitta nel cuore io avevo
era la storia di un bimbo mai nato.
 

Fausto Serpagli
 
 
Acqua di sorgente
 
Nel monte che amo scalare
acqua sorgiva fresca e pura
sgorga e prorompente scende
salta di roccia in roccia
con giocoso gorgogliare
và a vestir la terra
con fiumi, laghi e mari
addobba il cielo
con nubi e arcobaleno
si trasforma in ghiaccio
in rugiada, pioggia e neve
per purificare e dissetar la vita.
Attraversa lo stige torbido ed oscuro
ma poi d'incanto
cristallina e trasparente
si ripresenta alla sorgente.
Del suo ciclo
preferisco ammirar l'inizio
risveglia nel mio cuor la primavera
m'affascina, m'incanta,
questo simbolo di vita e di speranza,
esistenza indispensabile alla mia.
 

 
Il domani
 
L'egoismo inonda la strada della vita
dissemina miseria e povertà
invidia, gelosia e iniquità
la sensazione triste che ho nel cuore
rivela il sentimento ed un pensiero;
senza la luce dell'amore che lo ispira
il mondo si smarrisce nella Bruma
e il bel domani a cui aspira
all'orizzonte buio non sorride.
 
 


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Anillo Sezzi
 
 
Le calle
 
Sentire ci appare dentro la verità,
vedere ci compare solo dal cuore,
sapere ci coglie
volando tra le essenze delle cose.
 
Tre calle ricevute,
sono dono assai vero,
sereno ci induce il solo pensiero.
 
Tre calle sono segno di un mondo segreto,
dei petali bianchi, dei bimbi mai stanchi,
del silenzioso pensare, del tenero custodire.
 
Eleganza e purezza,
silenzio e mistero,
di donna si veste la calla,
svelando il segreto
del grembo di un mondo sincero.
 

Rinascita
 
In un giorno non diverso da tanti altri,
il velo caduto rivelò il nuovo destino,
il karma più nero bruciato
si era in un attimo,
tutto risplendeva di nuovo cammino.
 
Il giovane vecchio bambino
cantava ora felice,
semplice vedeva il cammino.
 
Svegliato si era al suo,
di guerriero di luce,
desiderato vero destino.
 
 

Giuseppe Sorrentini
 
 
Canto
 
(a mia moglie)
 
Ho rubato le note
che i fiori,
vibrando nell'aria,
affidavano al vento;
ho raccolto i pensieri
fugaci e più belli
e ho composto il mio canto
d'amore per Te.
 

 
Ispirazione
 
È bello
quest'odore di rugiada
che all'alba si propaga
e va nell'aria,
a suggerir PENSIERI
ad un poeta
eternamente innamorato.
 

 
Eternamente
 
Vorrei
sempre dormire
e mai svegliarmi,
schiavo dei sogni,
droga dei poeti,
solo per dirti
eternamente T'amo.
 


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Enzo Spadoni
 
Alla Beata Rosa Venerini
 
Nel bel Giardino Santo del Signore,
fra le colline amene della Tuscia,
fiorì nell'Urbe antica un'altra Rosa,
che nuovo odor profuse fra la gente
e accese in tanti cuori la speranza
e della Fede i lumi e del pensiero.
 
Ancor fanciulla, Rosa Venerini,
giocando lieta con le sue compagne,
secondo il divo esempio del Signore,
sognava prodigarsi a tanta gente.
 
All'alba ormai dei Lumi di Ragione
precorse già i sentieri del sapere,
aprendo menti, cuori ed orizzonti
a tante alme anele della gente
umile, rude e povera del mondo.
 
La Nobil Donna, Rosa Venerini,
ardendo di amore per il Signore,
pensando ancora a vita claustrale,
secondo il piano provvido di Dio.
 
Andava con amore per il mondo,
cercando tante Ancelle dotte e pie,
formare un grande stuolo di persone
nel Santo gregge umano della Chiesa
per educare i giovani al Signore.
 
Col cuore sempre anelo al Divin piano
andava alacremente per il mondo,
per compiacere il Volere del Signore;
diresse un nuovo gregge dell'ovile,
condusse tanta gente alla salvezza.
 
Operando a lungo il bene nella Chiesa,
spargendo ovunque i semi della Vita,
concluse Rosa paga il suo cammino,
spendendo la sua vita per il Signore:
per rifiorire al mondo il Divin Regno.
 
 

Stefano Tonelli
 
 
Il Compleanno
 
Sono nato il 19 di Marzo
a San Giuseppe - Festa del papà.
Quel giorno nessuno festeggiò
la lieta coincidenza
di quella paternità
non voluta, forse ignorata.
 
La madre, quella domenica
triste si gravò del peso,
tra lacrime, sangue,
dolore e tormenti
che pure sparse in me,
con dolce regalo sgradito.
Poi uscì dall'ospedale,
lasciando quel pianto di carne
alle cure di infermiere pazienti,
leggera nel grembo
ma svuotata d'amore,
e col seno generoso di latte
si disperse nel mondo.
 
Dopo tanti anni, io ancora
non oso celebrare quel giorno
che non mi rese felice.
Aspetto che passi, soltanto
mi volgo invano allo specchio
cercando tratti familiari,
oscuri e ignoti.
 
E pensando a quel San Giuseppe lontano
non piango, ma mi si stampa in viso
un muto ed amaro sorriso,
e chiuso nel mio segreto rifugio
osservo il volto sgomento
di quella giovane donna impaurita
che troppo presto ebbe in seno una vita.
 


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